La Bulgaria tornerà alle urne il primo novembre per scegliere il nuovo presidente. Il primo turno non ha infatti consegnato a nessuno dei 27 candidati la maggioranza necessaria, aprendo la strada a un ballottaggio serrato tra la presidente uscente Iliana Iotova e l’ex premier ad interim Andrey Gyurov.
Con il 95% delle schede scrutinate, Iotova ha ottenuto il 34,6% dei consensi contro il 32% del rivale. A pesare sul voto è però soprattutto un altro dato: l’affluenza, precipitata intorno al 22%, segnale di una profonda disaffezione dell’elettorato. La stessa Iotova, dopo la chiusura delle urne, ha lanciato un appello ai cittadini, avvertendo “che è illusorio pensare di poter cambiare il Paese rinunciando a partecipare al voto”.
La posta in gioco
La competizione, nonostante il ruolo prevalentemente cerimoniale della presidenza, assume un significato particolare per le differenti posizioni dei due candidati sulla guerra in Ucraina. Il clima politico è stato ulteriormente appesantito da una serie di attacchi con droni contro navi mercantili al largo delle coste bulgare del Mar Nero, che avrebbero causato la morte di una ventina di marittimi. Sofia non ha accusato direttamente Mosca, anche se il governo ha sostenuto che le conseguenze degli attacchi favoriscono la Federazione Russa e ha chiesto agli alleati maggiore assistenza per rafforzare la sicurezza marittima.
Entrambi i candidati hanno condannato gli attacchi, ma le loro strade divergono sul conflitto. Iotova, sostenuta dall’ex presidente Rumen Radev, è favorevole a una soluzione diplomatica della guerra. Una sua vittoria avrebbe anche un valore storico: diventerebbe la prima donna eletta alla presidenza della Bulgaria. Gyurov rappresenta invece l’area riformista e filoccidentale. Durante il periodo trascorso alla guida del governo ad interim ha sostenuto apertamente Kiev, firmando anche un accordo di cooperazione sulla sicurezza con l’Ucraina. Il ballottaggio sarà così molto più di una sfida personale: dietro la scelta del nuovo presidente si confronteranno anche due differenti visioni della collocazione internazionale della Bulgaria.





