Un forte terremoto di magnitudo 6.9 ha scosso sabato le acque al largo di Vanuatu, nel Pacifico meridionale, facendo scattare per alcune ore l’allerta tsunami. L’avvertimento è stato successivamente revocato e, nelle prime ore successive al sisma, non sono giunte segnalazioni di vittime o danni.
Secondo l’US Geological Survey, la scossa principale si è verificata intorno alle 13.30 ora locale ed è stata localizzata circa 197 chilometri a ovest-nordovest di Port Olry, a una profondità di appena 10 chilometri. Una prima valutazione del Pacific Tsunami Warning Center aveva attribuito al terremoto una magnitudo di 7.2, successivamente rivista dall’USGS a 6.9. La potenza del sisma e la ridotta profondità dell’ipocentro hanno fatto scattare rapidamente le procedure di allerta.
Il Pacific Tsunami Warning Center aveva inizialmente indicato la possibilità di onde pericolose lungo le coste comprese entro 300 chilometri dall’epicentro. Le autorità di Vanuatu avevano invitato gli abitanti delle zone costiere a raggiungere aree più elevate, mentre per l’Australia non era stata segnalata alcuna minaccia. L’allerta è stata poi cancellata dopo le successive valutazioni.
La terra ha continuato a tremare anche dopo il sisma principale. Nella stessa area sono state infatti registrate diverse scosse successive, fra le quali una di magnitudo preliminare 6.3, avvenuta pochi minuti dopo la prima e anch’essa a una profondità di circa 10 chilometri.
Vanuatu, arcipelago formato da numerose isole, si trova lungo la «Cintura di Fuoco» del Pacifico, una delle aree del pianeta maggiormente interessate dall’attività sismica e vulcanica. La posizione geografica rende quindi terremoti ed emergenze legate al rischio tsunami una minaccia ricorrente per il Paese. Dopo l’allarme iniziale, la revoca dell’avviso tsunami e l’assenza di segnalazioni immediate di danni hanno consentito alla popolazione di tirare un primo sospiro di sollievo. L’attenzione resta tuttavia rivolta all’attività sismica della zona, dopo la sequenza di forti scosse che ha interessato le acque dell’arcipelago.




