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Crosetto: “Sui cortei è in atto una guerra ibrida. I giovani influenzati da algoritmi e Intelligenza Artificiale”

martedì, 20 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

«Una guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre nazioni senza che l’Occidente se ne renda conto e reagisca». Il Ministro della Difesa Guido Crosetto interviene sui cortei e sui fatti avvenuti a Milano e in altre città italiane, esprimendo preoccupazione per la capacità di influenzare le opinioni delle nuove generazioni attraverso algoritmi, raccolta di dati e intelligenza artificiale. Al Defence Procurement Forum il titolare della Difesa richiama anche la necessità di rafforzare la sicurezza europea, superare le divisioni tra gli Stati e costruire una strategia comune capace di rispondere alle trasformazioni internazionali: «Viviamo in un’epoca di irrazionalità. I fatti di Milano e di altre parti del Paese sono una cosa profondamente diversa da ciò che abbiamo vissuto in altre epoche», afferma. Il Ministro richiama i dati sulla partecipazione alle manifestazioni, sostenendo che tre ragazzi su dieci vi abbiano preso parte e sei su dieci le condividano. Una situazione che attribuisce a un’educazione ricevuta al di fuori delle famiglie, capace, a suo giudizio, di trasmettere riferimenti in contrasto con la società e le regole democratiche.

La preoccupazione principale riguarda proprio gli strumenti attraverso i quali possono essere orientate le idee. «La mia più grande preoccupazione oggi, più di quella fisica, è la capacità che hanno alcune nazioni di studiare, attraverso algoritmi, raccolta dati e Ia, le menti dei nostri giovani e influenzarle», spiega. Crosetto parla di un’arma potentissima, rappresentata dalla possibilità di indirizzare pensieri e convinzioni, e chiede che questi fenomeni siano affrontati anche sul piano industriale e tecnologico.

La difesa come pilastro della sicurezza

Il Ministro affronta poi il rapporto tra investimenti militari e altre necessità del Paese, contestando la contrapposizione tra spesa per la difesa e servizi pubblici: «È facile dire: meglio un asilo e un ospedale di un lanciamissili; nessuno può affermare il contrario, ma sono due cose diverse», osserva, invitando a non sovrapporre questioni che considera distinte. Crosetto riconosce le difficoltà nel trasmettere ai cittadini l’importanza della cultura della difesa, che definisce uno dei pilastri fondamentali della sicurezza e delle istituzioni. Un concetto che, secondo il ministro, non riesce ancora a trovare sufficiente attenzione.

La protezione militare, tuttavia, non può essere separata dalle condizioni economiche e sociali: «Non ha senso una Difesa forte senza sicurezza economica, crescita, capacità industriale, equità sociale e un sistema produttivo e formativo solido». Le Forze armate, aggiunge, devono proteggere un Paese libero, democratico e coeso, perché una società attraversata da divisioni, polarizzazione e violenza rischia di compromettere dall’interno ciò che dovrebbe essere difeso dalle minacce esterne.

L’Italia nelle missioni europee

Crosetto richiama quindi il contributo italiano alle operazioni militari europee all’estero. Secondo i dati citati dal ministro, l’Italia fornisce il 33% delle missioni, seguita dalla Grecia con il 14%, dalla Francia con il 10% e dalla Germania con l’1,7%. «Questa è una dimostrazione di chi crede nell’Europa rispetto a chi parla di Europa», afferma, rivendicando l’impegno italiano nella costruzione di una capacità comune. Il percorso, riconosce, resta difficile, ma rappresenta l’unica strada percorribile.

In questa prospettiva, il ministro sottolinea anche il ruolo dell’industria nazionale. Molte aziende italiane, osserva, hanno ormai assunto una dimensione multinazionale, un elemento che considera una risorsa per il rafforzamento della cooperazione.

L’appello per una strategia continentale

Il passaggio conclusivo dell’intervento riguarda la necessità di superare una visione della difesa limitata ai singoli Stati. Crosetto ritiene che le dimensioni nazionali siano insufficienti rispetto alla portata e alla velocità delle trasformazioni in corso. «Siamo troppo piccoli, singolarmente, rispetto alle trasformazioni in atto e troppo lenti rispetto alla loro velocità», avverte. Da qui l’invito a condividere obiettivi, risorse e competenze, con decisioni più rapide e una maggiore integrazione: «Serve una visione continentale della Difesa europea, che vada oltre i 27 Paesi dell’Unione e sviluppi capacità basate su requisiti comuni».

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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