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Ucraina, raid russi su Kiev e Kryvyi Rih. Trump attacca Zelensky, Mosca propone un vertice con Xi

martedì, 20 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

La guerra in Ucraina prosegue tra attacchi russi, difficoltà operative per Kiev e nuove manovre diplomatiche. Un raid russo sulla capitale ucraina, alle prime luci dell’alba, ha provocato un morto e diversi feriti. Altre due persone sono morte a Kryvyi Rih, città natale del presidente Volodymyr Zelensky, in seguito a un ulteriore attacco russo.

Sul piano politico, Donald Trump torna ad accusare il leader ucraino di ostacolare la conclusione del conflitto: «Non vuole la fine della guerra». Parallelamente, il Cremlino rilancia l’ipotesi di un vertice trilaterale con il presidente americano e il leader cinese Xi Jinping, previsto nelle indiscrezioni per il prossimo mese. Un’iniziativa che apre interrogativi sul formato dei negoziati e sul ruolo riservato all’Europa e alla stessa Ucraina.

Il segretario di Stato americano Marco Rubio, impegnato in una missione in Uzbekistan, ha confermato che l’ipotesi di un incontro è stata discussa, pur precisando di non sapere se sia stata formalizzata. «Il presidente è stato chiaro. Vorrebbe che la guerra tra Ucraina e Russia finisse», ha dichiarato.

La proposta russa punta a coinvolgere direttamente le tre principali potenze, ma Kiev teme che un negoziato condotto senza un ruolo centrale ucraino possa tradursi in una pressione per accettare condizioni sfavorevoli. Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha avvertito che un incontro tra Trump, Putin e Xi «incoraggerebbe Putin a continuare questa guerra», rafforzando la posizione del Cremlino anziché favorire una soluzione.

Anche Bruxelles rivendica un ruolo nei futuri negoziati. La Commissione europea ha ribadito che qualsiasi accordo dovrà rispettare l’integrità territoriale dell’Ucraina e che Mosca potrebbe porre fine alle ostilità interrompendo le operazioni militari. L’Unione europea intende inoltre difendere i propri interessi nella definizione di un eventuale accordo.

Kiev denuncia ritardi negli aiuti e problemi a Starlink

Sul terreno, Zelensky ha segnalato ulteriori criticità nella cooperazione militare con Washington. Secondo il presidente ucraino, alcune forniture americane considerate essenziali stanno subendo ritardi, mentre i problemi riscontrati nei servizi satellitari Starlink e Starshield stanno rallentando la logistica e limitando l’impiego dei droni.

Kiev riferisce che, in diversi settori del fronte, le apparecchiature smettono di funzionare a velocità comprese tra 130 e 161 chilometri orari. La limitazione inciderebbe sui movimenti logistici e sull’utilizzo di droni d’attacco a medio raggio e di intercettori impiegati contro gli Shahed a reazione. Zelensky ha chiesto ai partner di intervenire rapidamente, sottolineando la necessità di risultati concreti per rafforzare la difesa aerea.

Il presidente ucraino ha inoltre riferito di nuovi attacchi russi contro infrastrutture energetiche, con 28 sottostazioni colpite secondo le informazioni diffuse da Kiev. Mosca, attraverso il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, nega invece di prendere deliberatamente di mira infrastrutture civili e sostiene di colpire strutture utilizzate per sostenere le operazioni militari ucraine.

Lavrov ha accusato Kiev e i suoi alleati europei di non essere pronti a negoziare, ribadendo che Mosca preferirebbe raggiungere i propri obiettivi attraverso la diplomazia. Una posizione che si accompagna alla prosecuzione degli attacchi e che resta distante dalle condizioni poste dall’Ucraina e dai governi europei.

Sul fronte economico, Bruxelles conferma il lavoro sul ventiduesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, senza indicare una data per la presentazione. Resta inoltre aperta la questione del finanziamento dell’Ucraina per il 2027: secondo la Commissione europea, agli impegni attualmente previsti si accompagnerebbe un deficit di circa 70 miliardi di euro.

La prospettiva di un vertice tra Washington, Mosca e Pechino si inserisce dunque in uno scenario nel quale la ricerca di una soluzione diplomatica convive con l’intensificazione delle operazioni militari e con le difficoltà di sostegno a Kiev. Resta da chiarire se l’iniziativa possa aprire una via negoziale concreta o tradursi in un confronto tra grandi potenze sul futuro dell’Ucraina, senza garanzie preventive per il Paese direttamente coinvolto nella guerra.

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