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Mutui, richieste in calo del 5,9% nei primi nove mesi del 2026: crollano le surroghe (-42,4%)

lunedì, 19 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

La domanda di mutui da parte delle famiglie italiane registra una contrazione del 5,9% nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, anno caratterizzato da una crescita particolarmente sostenuta. È quanto emerge dai dati del sistema di informazioni creditizie Eurisc di Crif, che fotografano un mercato ancora condizionato dall’andamento dei tassi di interesse e da un contesto economico incerto. A incidere sul risultato complessivo è soprattutto il forte ridimensionamento delle surroghe, diminuite del 42,4% tra gennaio e giugno 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una flessione legata all’incremento dei tassi di interesse, che ha ridotto la spinta verso la sostituzione dei finanziamenti esistenti con condizioni più favorevoli.

Dopo una fase di riduzione dei tassi, che aveva favorito la domanda di mutui e prestiti, la Banca centrale europea è intervenuta due volte tra giugno e settembre 2026 in risposta alla crescita dell’inflazione. Un cambiamento che ha contribuito ad alimentare la prudenza delle famiglie nelle decisioni di finanziamento.

L’andamento mensile delle richieste mostra una prima parte dell’anno in territorio negativo, con la flessione più marcata registrata a marzo, quando la domanda è scesa del 12,1%. Ad agosto si è verificata un’inversione di tendenza, con un incremento del 7,1%, seguita però da una nuova, seppur contenuta, contrazione a settembre, pari all’1,3%.

Importo medio stabile a 153.711 euro

Nonostante la diminuzione delle richieste, l’importo medio dei mutui si mantiene sostanzialmente stabile. Nei primi nove mesi del 2026 si attesta a 153.711 euro, con una variazione negativa dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Analizzando la distribuzione delle domande per fascia di importo, emerge una concentrazione nelle classi comprese tra 100.001 e 300.000 euro. In particolare, il 30,8% delle richieste riguarda finanziamenti tra 100.001 e 150.000 euro, mentre il 31,2% si colloca nella fascia tra 150.001 e 300.000 euro.

Complessivamente, queste due categorie rappresentano il 62% della domanda totale.

Giovani e adulti tra 25 e 44 anni protagonisti del mercato

Sul fronte anagrafico la maggior parte delle richieste di mutuo proviene dalle fasce di popolazione comprese tra 25 e 44 anni. I richiedenti tra 25 e 34 anni e quelli tra 35 e 44 anni rappresentano insieme il 62,4% del totale, confermandosi la componente principale della domanda di finanziamenti immobiliari.

Con l’aumentare dell’età, invece, il numero delle richieste tende progressivamente a diminuire.

Un mutuo su due supera i 25 anni di durata

Un altro elemento significativo riguarda la durata dei finanziamenti. Secondo i dati Crif, il 51,2% delle richieste presenta un piano di rimborso superiore ai 25 anni. Nel dettaglio, il 43,8% delle domande riguarda mutui con durata compresa tra 25 e 30 anni, mentre il 7,4% si riferisce a finanziamenti che superano i 30 anni.

La preferenza per scadenze più lunghe evidenzia l’attenzione delle famiglie alla sostenibilità delle rate mensili. Distribuire il rimborso su un periodo maggiore consente infatti di contenere l’esborso periodico, pur comportando generalmente un aumento degli interessi complessivi.

“Famiglie interessate alla casa”

A delineare le prospettive del mercato è Simone Capecchi, executive director di Crif, che sottolinea come l’interesse per l’acquisto di un’abitazione resti presente, nonostante le incertezze economiche e finanziarie: “Le famiglie continuano a mostrare interesse verso l’acquisto della casa, ma in un contesto economico ancora incerto. Sono le aspettative di aumento dei tassi di interesse della Bce a spingere le famiglie a una maggiore prudenza. Sul confronto annuo pesa anche il ridimensionamento del fenomeno delle surroghe, che aveva sostenuto la crescita del mercato negli anni precedenti e che nel 2026 evidenzia una forte contrazione. Per quanto riguarda la tipologia di mutuo, rimane che la stragrande maggioranza delle famiglie opta per il tasso fisso, mentre il variabile cresce in modo marginale”.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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