Dopo aver trascorso quasi quattro decenni in orbita attorno alla Terra, un vecchio satellite spia americano è improvvisamente andato in frantumi, lasciando dietro di sé una nuvola di detriti che potrebbe restare nello spazio per anni. L’evento, avvenuto a circa 775 chilometri di quota, ha riportato l’attenzione su uno dei problemi più seri dell’era spaziale moderna: l’accumulo di rottami orbitanti.
Il satellite, noto come USA-32, era stato lanciato nel settembre del 1988 durante gli ultimi anni della Guerra Fredda. Faceva parte di un programma segreto gestito dal National Reconnaissance Office degli Stati Uniti, l’ente incaricato delle missioni spaziali di intelligence. Per decenni la sua vera funzione è rimasta classificata, ma documenti recentemente declassificati hanno confermato che apparteneva alla serie “FARRAH”, progettata per intercettare segnali radar e altre emissioni elettroniche provenienti dall’Unione Sovietica.
Il 13 settembre, senza alcun preavviso, il veicolo spaziale si è spezzato in numerosi frammenti. I sistemi di sorveglianza della Space Force statunitense hanno classificato l’accaduto come un “evento di frammentazione”, termine utilizzato quando un satellite si disintegra spontaneamente per cause non immediatamente identificabili. Al momento non esistono prove che facciano pensare a un attacco deliberato o all’impiego di armi anti-satellite.
Le ipotesi più probabili riguardano invece problemi interni accumulati nel corso degli anni. Una possibile causa potrebbe essere l’esplosione di residui di propellente rimasti nei serbatoi pressurizzati oppure il guasto catastrofico di una batteria ormai degradata dal tempo. Non viene esclusa nemmeno la collisione con un piccolo frammento di spazzatura spaziale, spesso troppo minuscolo per essere monitorato in modo continuo. Secondo gli esperti, il caso evidenzia una criticità crescente. Migliaia di satelliti non più operativi continuano infatti a orbitare attorno al pianeta, rappresentando potenziali sorgenti di nuovi detriti. Anche se al momento i frammenti di USA-32 non sembrano minacciare altri veicoli spaziali, ogni esplosione aumenta il rischio di collisioni future, innescando un effetto domino capace di compromettere intere regioni dell’orbita terrestre.





