La vittoria della Left Party alle elezioni statali di Berlino, pur significativa, è stata oscurata dall’ennesimo successo dell’estrema destra nell’est della Germania. Ma il risultato segna comunque una nuova battuta d’arresto per la coalizione del cancelliere Friedrich Merz, che perde il controllo della capitale.
La candidata di punta Elif Eralp, 45 anni, figlia di genitori turchi fuggiti dal colpo di stato del 1980, ha costruito la sua campagna sul tema che domina la vita quotidiana dei berlinesi: l’esplosione dei costi degli affitti. Subito dopo la chiusura delle urne, ha ribadito la promessa più controversa del suo programma: nazionalizzare le grandi associazioni immobiliari private, che gestiscono una parte consistente del patrimonio abitativo della città.
Con il conteggio ancora in corso, era già chiaro che la Left Party avrebbe scalzato la CDU dalla guida della capitale. «Da oggi cambiamo Berlino insieme», ha dichiarato Eralp ai sostenitori. Il partito ha ottenuto 25,3%, raddoppiando il risultato precedente, davanti alla CDU al 19% e all’AfD al 16%, che ha registrato il suo miglior risultato nella città. La SPD si è fermata al 12,1%, confermando la crisi dei partiti tradizionali di centro-sinistra e centro-destra.
La proposta di nazionalizzazione — sostenuta da un referendum del 2021 con il 58% dei voti — resta però incerta. Trasferire allo Stato circa 220.000 unità abitative potrebbe costare 20 miliardi di euro, ha avvertito il segretario SPD Tim Kluessendorf. Un sondaggio Infratest Dimap indica che solo il 37% dei cittadini è favorevole.
Il voto berlinese è arrivato nello stesso giorno in cui l’AfD ha conquistato il primo posto nelle elezioni del Mecklenburg-Pomerania, dopo il successo del 6 settembre in Sassonia-Anhalt. L’avanzata dell’estrema destra continua a dominare il dibattito nazionale, ma la Left Party beneficia anch’essa del crescente malcontento verso i partiti tradizionali, in un contesto di economia stagnante e incertezza sul futuro. Per governare, Eralp dovrà superare ostacoli significativi. Sia la SPD sia i Verdi hanno espresso apertura a una coalizione, ma il leader dei Verdi Felix Banaszak ha avvertito che le accuse di antisemitismo rivolte ad alcune sezioni della Left Party devono essere affrontate con chiarezza.





