Il sabato mattina, l’accesso al Porto di Dover, il più trafficato del Regno Unito, è stato bloccato da un gruppo di uomini mascherati vestiti di nero. Le autorità hanno parlato di un “incidente di ordine pubblico”, mentre i video circolati sui social mostrano decine di manifestanti che, con il volto coperto, occupano la carreggiata e gridano “stop the boats”, lo slogan simbolo delle proteste contro i migranti che attraversano la Manica.
Il consigliere conservatore Chris Vinson ha definito la manifestazione “legata alla migrazione illegale”, pur precisando che non risultano episodi di violenza. “Ma trovarsi la strada sbarrata da uomini in abbigliamento paramilitare è estremamente intimidatorio,” ha detto. La protesta ha causato un ingorgo di oltre 6 chilometri, secondo la National Highways, paralizzando l’ingresso al porto e costringendo molti passeggeri a perdere la loro traversata. P&O Ferries ha annunciato che chi ha perso il proprio traghetto verrà imbarcato sulla prima corsa disponibile.
Dover, che nel 2025 ha gestito 9 milioni di passeggeri e 2 milioni di veicoli commerciali, è da anni epicentro delle tensioni legate ai “small boats”, le imbarcazioni con cui i migranti attraversano la Manica dalla Francia. Il tema è diventato centrale nel dibattito politico britannico, alimentato da figure come Nigel Farage, leader di Reform UK, che il giorno precedente aveva definito gli arrivi “un’invasione”.
Il governo laburista ha rivendicato un calo del 40% degli attraversamenti rispetto al 2025, grazie a una cooperazione rafforzata con la Francia. Ma la protesta di sabato dimostra che la questione resta altamente infiammabile. Il deputato laburista Mike Tapp, che rappresenta Dover in Parlamento, ha condannato duramente i manifestanti: “Idioti venuti a Dover per creare caos,” ha scritto su Facebook. “Scommetto che nessuno di loro sa che gli attraversamenti sono scesi del 40%. Andate a casa, godetevi il weekend o trovatevi un lavoro.”
La polizia ha dichiarato di essere in dialogo con i manifestanti e di aver riaperto una delle strade verso il porto in tarda mattinata. Ma l’episodio riaccende il dibattito su sicurezza, immigrazione e radicalizzazione di gruppi che, pur non violenti, adottano estetiche e tattiche sempre più aggressive.


