“L’Italia è più forte di prima” e i principali indicatori economici offrono, secondo Giorgia Meloni, segnali incoraggianti. In un’intervista a ‘Milano Finanza’, ieri il Presidente del Consiglio ha rivendicato i risultati del Governo sul fronte della crescita, dei conti pubblici e dell’occupazione, ma ha indicato anche le criticità strutturali che restano da affrontare. Al centro del confronto anche l’immigrazione, con la richiesta all’Europa di una maggiore capacità di controllo delle frontiere esterne.
“La stabilità ha dato maggiore sicurezza”
Meloni ha attribuito alla stabilità dell’esecutivo un ruolo nella capacità dell’Italia di affrontare “la più difficile congiuntura degli ultimi decenni”. Al momento dell’insediamento dell’esecutivo, ha ricordato, i titoli di Stato erano vicini al livello di rischio considerato “spazzatura” e lo spread si attestava a 240 punti, circa tre volte i valori attuali. Il quadro, secondo Meloni, è oggi diverso. I dati relativi ai primi due trimestri del 2026 indicano una crescita dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre la crescita acquisita per l’intero 2026 si colloca allo 0,8%. Per il Primo Ministro entrambi i valori risultano superiori alle previsioni e in linea con quelli dell’Eurozona.
Un altro elemento indicato come positivo riguarda il Pil pro capite. Rispetto al 2022, ha detto Meloni, l’incremento è stato di quasi 4.500 euro. Nel periodo 2016-2019, prima della pandemia, l’aumento era stato di circa 1.850 euro.
Il Premier ha riconosciuto però la presenza di un problema strutturale: la bassa produttività del lavoro. Tra i fattori citati figurano la prevalenza di micro e piccole imprese e gli investimenti ancora insufficienti in innovazione, ricerca e capitale umano. Per invertire questa tendenza, secondo Meloni, serviranno anni.
Conti pubblici
Sul versante della finanza pubblica Meloni ha sottolineato il ritorno dell’Italia all’avanzo primario nel 2024, primo Paese del G7 a raggiungere questo risultato dopo la pandemia. Il Premier ha richiamato anche i livelli record dell’occupazione e la crescita post-Covid, indicata tra le più robuste. Il rapporto deficit/Pil è passato dall’8,1% del momento dell’insediamento dell’esecutivo al 3,1% attuale, secondo i dati citati dal Presidente del Consiglio. Un calo di cinque punti che, nelle sue parole, porta l’Italia più vicina all’uscita dalla procedura per deficit eccessivo.
Meloni ha attribuito il risultato a una gestione dei conti orientata alla riduzione degli sprechi e alla concentrazione delle risorse sulle principali priorità. L’obiettivo resta alla portata del Paese. Tra gli elementi che hanno rallentato il percorso indica anche il peso del Superbonus.
Energia
Sul fronte energetico il Governo punta a utilizzare le risorse aggiuntive disponibili per attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi su famiglie, imprese e Pubblica amministrazione. Meloni ha parlato di 14 miliardi di euro in più nel prossimo biennio e ha annunciato interventi nei settori di spesa individuati dalla Commissione europea. Il Premier ha confermato inoltre la volontà di procedere sul nucleare. La legge delega, ha aggiunto, ha già ottenuto il primo via libera alla Camera e attende quello definitivo del Senato. L’esecutivo lavora intanto ai decreti attuativi. Per Meloni il nucleare di nuova generazione può rafforzare la sicurezza energetica e ridurre nel medio e lungo periodo i costi dell’energia, con possibili effetti sulla competitività del sistema produttivo.
“L’Europa deve difendere meglio i confini”
Il capitolo migratorio ha occupa una parte centrale dell’intervista. Meloni ha sostenuto che la posizione italiana sulla necessità di proteggere le frontiere esterne dell’Unione europea sia oggi condivisa dalla “stragrande maggioranza” dei Paesi membri. Le priorità indicate dal Premier sono il contrasto all’immigrazione incontrollata, la prevenzione dei rischi legati alla sicurezza e al terrorismo e la tutela della libertà di circolazione prevista dal sistema Schengen.
La crisi migratoria apertasi a Ceuta e la possibile nuova ondata indicata dalle autorità spagnole per domani, a ha spiegato Meloni, impongono “la massima attenzione” e l’adozione delle misure necessarie.
Secondo il Presidente del Consiglio, l’esperienza degli ultimi anni dimostra che l’approccio europeo può cambiare. Il Giverno italiano intende quindi consolidare i risultati ottenuti e sostenere nuove soluzioni, tra cui il percorso previsto dal regolamento sui rimpatri e gli hub nei Paesi terzi.
Banche
Nell’intervista ha trovato spazio anche il dossier bancario. Meloni auspica che Monte dei Paschi di Siena non venga smembrata e conservi nome e identità. Il Premier ha ricordato il risanamento dell’istituto, che definisce oggi un asset di rilievo per il sistema bancario italiano.
Sul rapporto tra Unicredit e Commerzbank, Meloni ha precisato che si tratta di un’operazione di mercato nella quale il Governo italiano non ha avuto un ruolo. L’auspicio espresso dal Presidente del Consiglio è che Unicredit mantenga solide radici italiane e che tra la banca e le autorità tedesche si sviluppi un confronto collaborativo.





