Il presidente del Camerun Paul Biya, 93 anni, ha effettuato un ampio rimpasto ai vertici delle forze armate, promuovendo ufficiali chiave e sostituendo i comandanti di quattro delle cinque regioni militari congiunte del Paese. Le decisioni sono contenute in tre decreti presidenziali firmati lunedì e annunciati alla radio nazionale, in un momento in cui la prolungata assenza del capo di Stato alimenta interrogativi sulla stabilità politica del Camerun.
Tra le nomine più rilevanti figura la promozione del capo della Guardia Presidenziale, passato da colonnello a generale di brigata, un segnale di rafforzamento dell’apparato di sicurezza attorno alla presidenza. È stato inoltre nominato un nuovo comandante della Brigata di Intervento Rapido (BIR), una delle unità più temute e influenti del Paese. Il Maggiore Generale Ebaka Hippolyte è stato promosso a Maggiore Generale dello Stato Maggiore delle Forze Armate, mentre diversi colonnelli hanno ricevuto il grado di generale di brigata. Sono state apportate modifiche anche alle brigate di fanteria motorizzata, ridisegnando la catena di comando in aree strategiche.
Il rimpasto arriva in un contesto delicato: Biya è assente dalla scena pubblica da due mesi. Ha lasciato il Camerun il 7 giugno per quello che il governo ha definito “un breve soggiorno privato in Europa”, ma non è ancora rientrato. Il portavoce del governo, René Emmanuel Sadi, ha dichiarato a RFI che “il presidente è vivo” e che tornerà presto, senza fornire ulteriori dettagli. La lunga assenza ha alimentato speculazioni sulla salute del presidente, che governa il Camerun dal 1982, rendendolo il capo di Stato più anziano del mondo ancora in carica. Il mese scorso, il partito al governo ha convocato una rara riunione dei leader di alto livello, segnale di crescente nervosismo interno mentre l’opinione pubblica chiede chiarezza sulla situazione del presidente.





