La Colombia ha inaugurato la prima conferenza globale dedicata alla transizione dai combustibili fossili, un evento che segna una svolta storica nel dibattito internazionale sul futuro dell’energia. L’iniziativa, ospitata a Bogotá, riunisce delegazioni di oltre settanta Paesi, organizzazioni internazionali, imprese e rappresentanti della società civile con l’obiettivo di delineare strategie concrete per accelerare l’abbandono di carbone, petrolio e gas. Il governo colombiano ha presentato l’incontro come “un punto di non ritorno” nella costruzione di un consenso globale verso un’economia a basse emissioni.
La conferenza nasce in un momento cruciale: mentre le tensioni geopolitiche e la crisi climatica mettono sotto pressione i sistemi energetici mondiali, la Colombia tenta di posizionarsi come mediatrice tra Paesi produttori e Stati in via di transizione. Il presidente ha sottolineato che il Paese, pur essendo ancora dipendente dalle esportazioni di carbone e petrolio, intende guidare un processo di riconversione sostenibile, investendo in energie rinnovabili e cooperazione regionale. Tra i temi centrali figurano la creazione di fondi internazionali per sostenere la transizione nei Paesi in via di sviluppo, la definizione di scadenze vincolanti per la riduzione delle estrazioni fossili e la promozione di tecnologie pulite.
Le discussioni includono anche la tutela delle comunità locali e dei lavoratori coinvolti nei settori energetici tradizionali, per evitare che la transizione si traduca in nuove disuguaglianze. Gli osservatori considerano la conferenza un test politico e diplomatico per la Colombia, che punta a consolidare la propria leadership ambientale in America Latina. L’evento potrebbe gettare le basi per un nuovo accordo multilaterale, complementare agli impegni di Parigi, e segnare l’inizio di una cooperazione più pragmatica tra Nord e Sud del mondo.





