Dalla rapida diffusione dell’intelligenza artificiale alla capacità di tenuta delle micro e piccole imprese, fino alle scelte europee su industria, energia e transizione: sono queste alcune delle coordinate lungo le quali si giocherà la competitività dell’economia italiana nei prossimi anni. A delinearle è il Rapporto “La partita del futuro: coordinate e dati chiave”, presentato a Match Point 2026 dall’Ufficio Studi e dagli Osservatori in Rete di Confartigianato. Il documento fotografa punti di forza e criticità del sistema produttivo italiano, individuando le principali sfide che attendono imprese e istituzioni. La presentazione è stata introdotta da Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi Confartigianato, che ha delineato il filo conduttore di un’economia attraversata da trasformazioni profonde e simultanee. Digitalizzazione e intelligenza artificiale stanno modificando processi produttivi e organizzazione del lavoro, mentre crisi geopolitiche, transizione energetica, debolezza della manifattura e vincoli di bilancio rendono più complesso il quadro nel quale le imprese sono chiamate a investire. In questa “partita del futuro”, le piccole imprese rappresentano una componente dinamica del sistema produttivo italiano, chiamata ancora una volta a confrontarsi con il cambiamento e ad adattarsi rapidamente a nuovi scenari.
L’IA corre ma il nodo restano le competenze
L’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente nelle micro e piccole imprese, modificando il modo di lavorare e interessando progressivamente tutte le funzioni aziendali. Come ha evidenziato Carlotta Andracco, dell’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza, il principale ostacolo all’adozione dell’IA, indicato dal 58,6% delle imprese, è la mancanza di competenze. La tecnologia, infatti, richiede persone in grado non soltanto di utilizzarla, ma soprattutto di comprenderla, integrarla nei processi aziendali e trasferirla lungo le filiere. Energia, infrastrutture e investimenti diventano così nuovi fattori di competitività nella corsa globale all’intelligenza artificiale, mentre l’Europa è chiamata a rafforzare la propria capacità di competere sul piano internazionale. L’artigianato ha già dimostrato una forte capacità di adattamento durante le precedenti trasformazioni tecnologiche e anche in questa fase conferma il proprio dinamismo. Il 61,7% delle piccole imprese ha infatti programmato piani di investimento strutturati nel digitale, mentre quasi una piccola impresa su sei utilizza tecnologie di intelligenza artificiale (14,8%). Se integrata in modo strutturale, l’IA potrà aumentare produttività ed efficienza. Ma, sottolinea il Rapporto, saranno ancora le persone – con la loro intelligenza, esperienza e creatività – a continuare a generare valore.





