Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha dichiarato che l’ONU sta “collaborando attivamente” con il Consiglio di Pace istituito dal presidente Trump per affrontare la crisi umanitaria a Gaza, segnando un raro punto di convergenza tra l’amministrazione statunitense e l’organizzazione internazionale.
La dichiarazione, rilasciata durante una conferenza stampa a New York, arriva in un momento in cui la situazione nella Striscia continua a deteriorarsi, con infrastrutture al collasso e un numero crescente di civili in condizioni critiche.
Guterres ha spiegato che la cooperazione riguarda principalmente il coordinamento degli aiuti, l’accesso ai corridoi umanitari e la protezione dei civili, sottolineando che l’ONU mantiene comunque “piena indipendenza operativa e decisionale”.
La scelta di collaborare con un organismo creato unilateralmente da Washington ha sollevato interrogativi tra alcuni Stati membri, preoccupati che l’ONU possa apparire allineata a una strategia politica controversa. Tuttavia, il segretario generale ha ribadito che “in tempi di crisi, ogni canale utile deve essere utilizzato per alleviare le sofferenze della popolazione”.
Dal canto suo, il Consiglio di Pace di Trump ha accolto positivamente l’apertura, definendola un passo verso una gestione più efficace dell’emergenza. Fonti diplomatiche indicano che gli Stati Uniti puntano a rafforzare il proprio ruolo nella regione, presentandosi come attori indispensabili per la stabilizzazione.
Alcuni osservatori, però, temono che la collaborazione possa trasformarsi in un terreno di tensione politica, soprattutto se le iniziative americane dovessero entrare in conflitto con le risoluzioni ONU già esistenti.
La crisi di Gaza rimane una delle più complesse del panorama internazionale, e la mossa di Guterres riflette la necessità di trovare spazi di cooperazione anche in contesti geopolitici polarizzati.





