Il tam tam all’unisono delle Associazioni di categoria, il nodo B dei tempi burocratici troppi ristretti, le indecisioni normative sollevate da Confcommercio e Confesercenti, hanno reso concreta l’ipotesi di slittamento dei tempi di adeguamento alle Polizze catastrofali, per le imprese. Il Cdm ieri ha affrontato la questione ed ha deciso la proroga del termine per la sottoscrizione delle polizze anti-calamità al primo ottobre per le medie imprese e al primo gennaio 2026 per le piccole. Le Associazioni di categoria avevano sollecitato un rinvio per permettere l’adeguamento all’obbligo di sottoscrivere una polizza assicurativa contro le calamità naturali, obbligo introdotto con la legge di bilancio per il 2024.
Tempi impossibili da rispettare
Il termine del 31 marzo era stato definito dalla Associazioni “oggettivamente incompatibile con l’assolvimento dell’obbligo” riguarda quasi quattro milioni di imprese. Sarà, se confermato lo slittamento, un passo in avanti per piccole, medie e grandi attività. Sui tempi ristretti aveva insistito Confcommercio in quanto il regolamento attuativo era stato emanato lo scorso 27 febbraio e “senza che sia stato ancora attivato il portale Ivass – Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni – per la comparabilità delle offerte assicurative in materia”.
“Le imprese devono potere procedere a scelte informate e consapevoli, avendo modo di valutare con attenzione conformità e costi delle polizze disponibili sul mercato. Il governo intervenga”, aveva evidenziato la Confcommercio.
Le troppe incertezze
Stesso discorso per Confesercenti che aveva rimarcato la situazione di “milioni di imprese nell’incertezza”. “È assolutamente necessario”, aveva puntualizzato la Confederazione, “rinviarlo per sbloccare la situazione di incertezza in cui si trovano in questo momento milioni di imprese. Chiediamo al Governo di chiarire se c’è la volontà politica di accordare una proroga, visto che l’emendamento al decreto Bollette che avrebbe dovuto spostare più in là il termine è per ora saltato e non sono state presentate alternative”.
La mancanza di chiarezza
La Confederazione degli esercenti osservava che la situazione si era compromessa non solo per il tempo ma per le norme non chiare. “La questione delle polizze catastrofali è stata viziata da ritardi e da mancanza di chiarezza, trasformandosi in una corsa contro il tempo insostenibile per le imprese”. La Confederazione era entrata nel merito. “Questo scenario colpisce particolarmente le attività del commercio, del turismo e dei servizi, molte delle quali operano in immobili in affitto”, aveva fatto presente la Confesercenti, “La normativa vigente impone infatti che tutte le imprese, siano esse proprietarie o locatarie, assicurino l’immobile contro le catastrofi, garantendo il valore di ricostruzione dello stesso”.
Milioni di immobili
C’è poi il problema del mancato adeguamento che può risultare non solo oneroso ma anche fatale per la platea di imprenditori ai quali verrebbe tolta a possibilità di accedere al credito. “In Italia ci sono circa 2,8 milioni di immobili ad uso turistico, commerciale e di laboratorio, più della metà dei quali sono dati in affitto”, calcola la Confesercenti, “gli oltre 1,5 milioni di conduttori di questi immobili devono dunque confrontarsi con i proprietari per accertare le caratteristiche costruttive e verificare l’esistenza di coperture assicurative preesistenti. Per questo è cruciale che sia concesso il tempo necessario per adeguare i contratti esistenti, considerando gli oneri e i costi che ricadono sui conduttori, ma di cui beneficia il proprietario dell’immobile”.
Le azioni legali
Sebbene la normativa non preveda sanzioni dirette per la mancata adesione, gli imprenditori che optano per non assicurarsi perdono accesso al credito, non possono partecipare a bandi di finanziamento e, in caso di catastrofe, non ricevono alcun tipo di contributo. “Inoltre, gli amministratori che non rispettano l’obbligo”, evidenzia infine la Confesercenti, “rischiano azioni legali per responsabilità relative ai danni subiti durante le catastrofi. È fondamentale, dunque, che le imprese siano correttamente informate e formate, e abbiano il tempo necessario per valutare le offerte di polizze conformi presenti sul mercato e i relativi costi”.