Il Dipartimento della Difesa ha comunicato, giovedì, che gli Stati Uniti hanno raddoppiato il numero di truppe in Siria per intensificare la lotta contro l’ISIS. Questo aumento avviene poco prima della caduta del regime di Bashar al-Assad, avvenuto questo mese. Durante un briefing, il portavoce del Pentagono, il maggiore generale Pat Ryder, ha dichiarato che in Siria ci sono circa 2.000 soldati americani, contrariamente ai rapporti precedenti che indicavano solo 900 unità. Ryder non ha specificato il momento temporale in cui è avvenuto l’incremento. Tuttavia, ha sottolineato che il numero è da tempo significativamente più alto. “Non ho una data esatta,” ha affermato, aggiungendo che l’aumento è avvenuto ben prima della caduta del regime di Assad. Ryder ha, inoltre, spiegato che l’incremento delle truppe non è legato alla ricerca di Austin Tice, il giornalista americano scomparso in Siria nel 2012. Le truppe aggiuntive sostengono la missione per sconfiggere l’ISIS e prevenire la sua riorganizzazione. Il generale Ryder ha rifiutato di fornire dettagli specifici sulle attività delle forze, limitandosi a dire che sono principalmente soldati dell’esercito. Un funzionario della difesa, che ha richiesto l’anonimato, ha suggerito che il numero effettivo di forze americane in Siria potrebbe essere sempre stato più alto di quanto dichiarato per anni. Un numero, probabilmente, tenuto volutamente nascosto. Ryder ha spiegato che 900 soldati sono impegnati in missioni a lungo termine, mentre altri 1.100 sono dispiegati temporaneamente per periodi di 30-90 giorni. Alla domanda sul perché l’annuncio sia stato fatto solo ora, il generale ha risposto di aver ricevuto l’informazione di recente e, data l’importanza della questione, ha ritenuto necessario divulgare il numero corretto.