«Occorre agire rapidamente e con efficacia perché non prevalgano usi impropri e incontrollati» dell’Intelligenza Artificiale. Sergio Mattarella ha lanciato l’allarme dal Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze, dove ieri è intervenuto all’apertura del quinto Festival delle Regioni e delle Province autonome per richiamare i rischi legati alla diffusione delle nuove tecnologie, dalla manipolazione dell’informazione alla concentrazione del potere nelle mani di poche grandi aziende. Il Presidente della Repubblica ha sollecitato regole capaci di impedire abusi, senza frenare un’innovazione dalla quale possono derivare progressi importanti per la collettività. Il Capo dello Stato ha riconosciuto le opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale, che «suscita attese, induce a ritenere possibili progressi eccezionali nei campi più diversi», ma non ha nascosto la preoccupazione che possa trasformarsi in uno «strumento di dominio a disposizione di pochi e a scapito dei diritti e della dignità di molti».
A preoccupare Mattarella è anche la competizione tra un numero ristretto di grandi aziende tecnologiche e la possibilità che i sistemi di apprendimento automatico sfuggano al controllo, con conseguenze che la scienza oggi non è ancora in grado di prevedere. Per questo giudica indispensabile una regolamentazione appropriata e ha richiamato il lavoro già svolto dall’Unione europea, che ha introdotto una delle discipline più avanzate a livello internazionale per orientare lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e limitarne gli impieghi contrari ai diritti fondamentali.
Fake news
Il Presidente ha dedicato un passaggio alla diffusione delle notizie false e alla loro capacità di influenzare le scelte delle persone: «Già oggi è evidente come la manipolazione dell’informazione, anche attraverso la diffusione di notizie false avvalendosi della potenzialità offerta dalla rete, sia in grado di condizionare le opinioni pubbliche, di indirizzarne gli orientamenti e le scelte», ha detto per poi precisare che il fenomeno non riguarda soltanto l’ambito commerciale: «Se ci limitassimo a essere spettatori dell’espansione, in ogni direzione, del potere computazionale, potrebbero risultare pregiudicati i valori fondativi della centralità della vita umana e, al contempo, della nostra democrazia».
Il richiamo del Capo dello Stato ha riguardato anche le amministrazioni pubbliche, alle quali ha chiesto di adeguarsi alla velocità delle trasformazioni: «Anche alle istituzioni è richiesto il coraggio di cambiare», ha aggiunto, dopo aver ripreso le considerazioni del Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga. A venticinque anni dalla riforma del Titolo V della Costituzione, Mattarella ha ricordato il ruolo delle autonomie territoriali e l’importanza della collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. Nel corso del Festival è stato firmato un documento della Conferenza delle Regioni e dell’Unione delle Province italiane per valorizzare il ruolo delle Province, soprattutto nel sostegno ai Comuni più piccoli.
Sanità
Ampio spazio anche al Servizio sanitario nazionale, indicato come uno dei patrimoni fondamentali della Repubblica. Mattarella ha parlato del contributo del Pnrr che assegna all’Italia oltre 194 miliardi di euro, dei quali 166 miliardi già ricevuti, con 15,6 miliardi destinati specificamente alla salute. Tra gli interventi previsti nella decima e ultima rata figurano l’attivazione di 1.270 Case della comunità e 327 Ospedali di comunità, oltre 6.000 nuovi posti letto di terapia intensiva e semintensiva, l’acquisto di 3.200 grandi apparecchiature sanitarie e l’assistenza tramite telemedicina per 566 mila persone.
Il Presidente ha ricordato le carenze emerse durante la pandemia, quando la concentrazione dell’assistenza nei grandi ospedali e negli studi dei medici di base aveva evidenziato la mancanza di strutture intermedie vicine ai cittadini. Alle Regioni spetta ora il compito di consolidare gli interventi e migliorare concretamente i servizi sanitari, una responsabilità alla quale tutte, soprattutto quelle in ritardo rispetto agli standard adeguati, «hanno il dovere di corrispondere».
Il modello Pnrr
Mattarella ha auspicato infine che il sistema di coordinamento adottato per il Pnrr, grazie al quale sono stati realizzati investimenti e riforme in tempi contenuti, possa essere utilizzato, con i necessari adattamenti, anche per altri finanziamenti europei. Il Presidente ha concluso con un riconoscimento al lavoro delle amministrazioni territoriali e alla collaborazione tra le istituzioni, che considera una risorsa fondamentale per rafforzare la fiducia dei cittadini nella Repubblica.





