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Milano, la Procura chiede il carcere per Siher: “Può organizzare nuove proteste, c’è il rischio di fuga”

lunedì, 26 Ottobre 2026
1 minuto di lettura

La Procura di Milano insiste sulla necessità di mantenere in carcere Youssef Siher, il ricercatore trentenne fermato sabato in tarda serata nell’ambito dell’inchiesta sul «Movimento 17 ottobre», nato dopo i disordini avvenuti nel capoluogo lombardo. Per i magistrati sussistono sia il pericolo di fuga sia il rischio che l’indagato possa commettere nuovi reati, elementi alla base della richiesta di convalida del fermo e di applicazione della custodia cautelare in carcere.

Siher, cittadino italiano di origini marocchine e amministratore dei canali social del movimento, è accusato di istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità di terrorismo e di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Domani comparirà davanti alla gip Tiziana Landoni per l’interrogatorio di convalida, previsto nel carcere milanese di San Vittore. Spetterà alla giudice pronunciarsi sull’istanza avanzata dalla pm Francesca Crupi, titolare dell’indagine insieme al procuratore Marcello Viola.

Secondo la ricostruzione dell’accusa il trentenne avrebbe dato prova di sapersi sottrarre alle ricerche, tanto da mostrare, come si legge negli atti, «una capacità a rendersi irreperibile». Una circostanza che, nella valutazione degli inquirenti, rende concreta la possibilità di un allontanamento e contribuisce a motivare la richiesta della misura cautelare più restrittiva. Ma è soprattutto l’attività sui canali digitali del «Movimento 17 ottobre» a occupare un ruolo centrale nelle argomentazioni della Procura. I magistrati attribuiscono a Siher competenze informatiche che gli avrebbero consentito di elaborare e diffondere contenuti funzionali a una strategia di mobilitazione, attraverso messaggi e indicazioni capaci di richiamare migliaia di persone nelle piazze.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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