“Qualcuno parlerà, deve parlare. Perché mio figlio adesso non c’è più e se n’è andato per colpa di qualcuno, anzi più di uno. Di questo sono certa…”. È un grido che chiede verità quello di Patrizia Mercolino, mamma di Domenico, il bambino morto all’ospedale Monaldi, affidato alle sue cure per un problema cardiaco. Intervistata dal ‘Corriere della Sera’, la donna alterna dolore e determinazione. “Attenzione, badate bene, io non ce l’ho con tutto il Monaldi, che resta comunque un grande ospedale. Però ecco adesso io vi dico: Domenico era un bambino pieno di vita, con tanta voglia di vivere. Cioè, lui è entrato in ospedale col suo cuoricino malato che correva, che giocava… era un bambino con una vita normale”, racconta.
Parole che restituiscono l’immagine di un bambino attivo, vitale, nonostante la malattia. Un ingresso in ospedale vissuto come un passaggio necessario per curare un cuore fragile, non come l’inizio di un epilogo tragico.
Silenzio collettivo
La madre punta il dito contro un presunto silenzio collettivo: “Non è possibile che nessuno sapesse niente. Tutti sapevano, ma nessuno ha parlato. Per questo adesso mi sento tradita. Mi sento presa in giro. Perché io mi sono fidata di loro. Io gli ho affidato la vita di mio figlio. È una cosa che non posso perdonare”.



