Secondo il rapporto 2025 ‘Famiglia e lavoro’ di Sviluppo Lavoro Italia, giunto all’undicesima edizione, nel periodo tra il 2021 e il 2024 la ripresa occupazionale si consolida con effetti positivi sulle famiglie. Lo studio spiega che i nuclei con almeno un componente occupato salgono da 15 a 15,5 milioni (+2,9%), mentre quelli senza occupati diminuiscono di circa 685 mila unità (-17,8%). Aumentano in modo significativo le famiglie con due o più occupati. Inoltre il documento segnala anche un’inversione rispetto alle tendenze di lungo periodo, grazie alla crescita dell’occupazione a tempo indeterminato e full-time, che contribuisce a ridurre il numero di famiglie prive di occupati ‘standard’, pur restando forti divari territoriali a svantaggio del Mezzogiorno.
I giovani
Migliora anche la condizione occupazionale dei giovani: nel 2024 le famiglie con almeno un giovane tra 15 e 29 anni in condizione di fragilità (Neet, abbandono scolastico o disoccupazione di lunga durata) sono circa 1,4 milioni, pari a poco meno del 22% dei nuclei con giovani, contro i circa 2 milioni del 2021 (30,8%). Ma nello stesso tempo persistono squilibri di genere: nelle coppie con un solo percettore di reddito, nell’85% dei casi è l’uomo a essere occupato. Ma il titolo di studio incide in modo decisivo sull’occupazione femminile: tra le laureate lavora l’84,5%, mentre meno di quattro donne su dieci con al massimo la licenza media risultano occupate.
Secondo Paola Nicastro, Presidente e Ad di Sviluppo Lavoro Italia, dal rapporto viene fuori che politiche e servizi per il lavoro debbano valorizzare persone e famiglie nel loro insieme. I dati indicano inoltre che titoli di studio e competenze adeguate e aggiornate sono elementi chiave per aumentare le possibilità di un inserimento stabile e di qualità nel mercato del lavoro.



