L’inquinamento acustico, ivi compreso le esibizioni sonore, possono disturbare gravemente la biodiversità e gli ecosistemi, alterando la comunicazione animale, i comportamenti, compresi i cicli riproduttivi, e stressando la fauna.
Impatto sulla biodiversità e sugli ecosistemi
Il rumore, come i suoni elevati, disturbano la comunicazione tra le persone; il rumore, in particolare, maschera i suoni naturali, compreso il suono armonico dei corsi d’acqua, impedendo agli animali di comunicare per la loro caccia, per accoppiarsi o per segnalare pericoli.
Alterazioni comportamentali
Sia il rumore che i suoni, per la loro facile propagazione nell’ambiente, possono spingere specie animali particolarmente sensibili persino ad abbandonare il loro habitat, influenzando dinamiche delicate e importanti come l’approccio predatore-preda e la stessa riproduzione. Sembra che l’impatto su funzioni ecosistemiche possa interferire persino sulla impollinazione e sui cicli vitali delle piante, con conseguenze sulla stabilità dell’ecosistema.
L’inquinamento da concerti
Anche i grandi eventi all’aperto generano non solo rumore, ma rifiuti plastici, emissioni di CO2 e alterazione del suolo, danneggiando habitat costieri e marini.
Sembra che quasi il 30% delle aree protette dell’Unione europea sia interessato da inquinamento acustico di un livello tale da mettere a rischio la biodiversità, come afferma l’Agenzia europea per l’ambiente.
Il rumore ambientale in Europa 2025 – vedasi rapporto del 24 giugno 2025
L’Agenzia evidenzia l’impatto dell’inquinamento acustico sulla salute delle persone, dell’ambiente e degli ecosistemi, secondo i dati forniti dagli Stati membri dell’UE col rapporto del giugno scorso.
Una percentuale del 29% di rumori è stata accertata che ha origine dalle attività di trasporto, già rischio per la fauna terrestre. Basta immaginare il rumore assordante emesso dalle rotaie, insieme al vento, di cui si è spettatori a un passaggio a livello al sopraggiungere del convoglio, ovvero all’atto del decollo e di atterraggio di velivoli in prossimità di aeroporti o nei sorvoli a bassa quota nelle zone boschive e montane.
L’inquinamento acustico è un impatto sulla fauna selvatica terrestre e marina che ne influenza il comportamento, la fisiologia, la comunicazione e la percezione sensoriale.
Direttiva 2008/56/Ce – Comunicazione Commissione Ue 12 maggio 2021
Tale legislazione è destinata ad affrontare l’inquinamento acustico nell’ambiente marino mentre non vi sono esplicite disposizioni a protezione degli ecosistemi e delle specie terrestri. La comunicazione della Commissione Ue del 12 maggio 2021 parla di un percorso verso un Pianeta sano per tutti, predisponendo un piano d’azione con un preciso obiettivo: “Verso inquinamento zero per aria, acqua e suolo”. Non sembra affatto che si proceda su tale direzione, come dimostra l’esito della Conferenza delle Parti (COP30) riunione tenutasi a Belem, in Brasile nel novembre scorso.
La famiglia nel bosco di Palmoli (Chieti)
Avrà pensato bene la coppia di genitori con tre figli piccoli nella scelta educativa di prediligere un luogo lontano da qualsiasi forma di inquinamento? I consulenti di parte affermano di sì e che anche i principi dell’articolo 30 della Costituzione ne sarebbero rispettati con riguardo al dovere e al diritto dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli. Un esempio da seguire?
Gli effetti del rumore sulle persone e campi elettromagnetici
La percentuale delle persone che subisce il rumore da trasporti si aggira intorno al 20%, con gravi danni per l’udito e per le persone che vivono in città e se sono poco alberate le strade cittadine, si aggiunge il privilegio di respirare anche polveri sottili dagli scarichi di veicoli. A Roma, intanto, un recente provvedimento ha imposto la velocità a 30 km orari. Si vedrà se Il problema migliorerà o vi saranno effetti contrari per l’insorgere di altre concause. Anche i campi elettromagnetici non sono salutari, specie quando l’esposizione perdura nell’arco della giornata e senza quei dovuti accorgimenti suggeriti dagli esperti per non recare danni all’udito, alla vista, alla mente e all’equilibrio sonno-veglia, compromettendone la qualità del riposo e della vita quotidiana.



