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Bill Gates, co-fondatore di Microsoft

Bill Gates: IA, disuguaglianze e sicurezza globale: le tre sfide che decideranno il futuro

Sul suo blog il co-fondatore di Microsoft riflette su Intelligenza artificiale: “Il 2026 sarà l’anno per prepararci ai cambiamenti che segneranno i prossimi decenni”
venerdì, 16 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

Il co-fondatore di Microsoft, Bill Gates, affida al suo sito personale Gates Notes una lunga riflessione di inizio anno sul futuro del progresso globale. Guardando al 2026, Gates invita governi, imprese e società civile a interrogarsi su tre grandi questioni che, a suo avviso, determineranno la traiettoria dello sviluppo nei prossimi decenni.

Le prime due riguardano il tema delle disuguaglianze. “Un mondo sempre più ricco sarà anche più generoso verso chi è in difficoltà?” si chiede Gates, ponendo subito dopo un secondo interrogativo cruciale: “Il mondo darà priorità a innovazioni su larga scala capaci di migliorare l’uguaglianza?”.

Essere pronti a nuove sfide

La terza questione, centrale nella sua analisi, riguarda l’Intelligenza artificiale. “Riusciremo a ridurre al minimo le conseguenze negative causate dall’IA, man mano che la sua diffusione accelera?”, domanda Gates, sottolineando come la tecnologia sia destinata a trasformare profondamente la società, ma non senza rischi.

Richiamando l’esperienza della pandemia di Covid-19, Gates osserva che una preparazione inadeguata ha moltiplicato la sofferenza umana. “Se fossimo stati pronti, l’impatto sarebbe stato drasticamente inferiore”, scrive, avvertendo però che oggi esiste un pericolo potenzialmente ancora maggiore: l’uso dell’intelligenza artificiale open source da parte di gruppi non governativi per progettare armi bioterroristiche.

Attenzione all’uso malevole

Un allarme condiviso anche da un recente rapporto elaborato da un gruppo di esperti guidato dalla Nuclear Threat Initiative e dalla Munich Security Conference, che ha evidenziato la possibilità di sfruttare strumenti biologici basati sull’IA, già esistenti o in fase di sviluppo, per creare nuovi agenti patogeni con rischi di livello pandemico.

Attivo da anni in iniziative filantropiche globali, Gates riconosce che l’Intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità, ma individua due grandi sfide per il prossimo decennio: l’uso malevolo della tecnologia e le sue ricadute sul mercato del lavoro.

Nel 2026 riflettere sui cambiamenti

Entrambi sono rischi reali che dobbiamo affrontare con consapevolezza, prestando attenzione a come l’IA viene sviluppata, regolata e implementata”, afferma.

Secondo Gates, l’IA è destinata a sostituire gli esseri umani in molte attività e il 2026 sarà un anno chiave per adattarsi a questo nuovo scenario. “Con l’aumentare delle capacità dell’intelligenza artificiale, potremmo ridurre la settimana lavorativa o decidere che esistono ambiti in cui non vogliamo utilizzarla”, conclude il Il co-fondatore di Microsoft, “Dovremmo usare il 2026 per prepararci a questi cambiamenti”.

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