mercoledì, 26 Febbraio, 2025
Europa

Leader europei a Londra per “piani di difesa comune”

Mosca apre ad accordi commerciali con gli Usa. Commissione europea: sulle terre rare con l'Ucraina c'è un accordo dal 2021

Tra vertici europei straordinari, visite a Washington, il nodo delle terre rare e risoluzioni ONU con emendamenti e astensioni, il blocco occidentale appare sempre più spaccato sull’Ucraina. Ieri, nel terzo anniversario della guerra in Ucraina, il presidente americano Donald Trump ha ricevuto alla Casa Bianca il presidente francese Emmanuel Macron. Entrambi si sono detti ottimisti sulla possibilità di una tregua nel giro di poche settimane. “Dobbiamo concludere un accordo con l’Ucraina sui minerali critici e le questioni di sicurezza”, ha dichiarato Trump, mentre Macron ha ribadito la necessità di una “pace costruita sulla forza”. Da parte sua il premier britannico Keir Starmer, in vista di un incontro con Trump a Washington, ha annunciato un aumento della spesa per la difesa al 2,5% del PIL entro il 2027, con l’obiettivo di raggiungere il 3% nella prossima legislatura. Starmer ha esortato anche gli alleati europei a rafforzare gli investimenti nella sicurezza.
Proprio su questo tema, domenica Londra ospiterà un vertice cruciale nel contesto del prossimo Consiglio europeo straordinario, incentrato sul sostegno all’Ucraina e sul rafforzamento della sicurezza continentale. Il premier polacco Donald Tusk, attuale presidente di turno dell’UE, ha annunciato l’incontro con i leader britannici e rappresentanti di Norvegia e Islanda per discutere piani comuni sulla difesa. “Non c’è dubbio che l’unità europea sulle questioni ucraine e in relazione alla Russia sia una necessità assoluta”, ha dichiarato Tusk. Il vertice vedrà la partecipazione dell’Islanda, che ha recentemente preso parte alle celebrazioni per il terzo anniversario del conflitto in Ucraina. “Tutti noi abbiamo la piena convinzione che, a prescindere dalle difficoltà e dalle circostanze, l’Europa è interessata a rafforzare la cooperazione con gli Stati Uniti nel contesto della nostra sicurezza comune”, ha concluso

Risoluzione ONU

Tuttavia l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che condanna l’aggressione russa, ma il voto ha evidenziato una spaccatura tra gli alleati occidentali. La prima bozza della risoluzione era stata proposta da Ucraina e alleati europei e è stata adottata dall’Assemblea con 93 voti favorevoli, 18 contrari – tra cui Israele e Stati Uniti – e 65 astensioni. In risposta gli Stati Uniti hanno presentato una risoluzione che chiede la rapida fine del conflitto senza fare riferimento all’integrità territoriale dell’Ucraina. La risoluzione di Washington ha poi subito modifiche sostanziali e numerosi emendamenti, includendo riferimenti alla responsabilità della Russia nell’invasione. Il passaggio che faceva riferimento al “lutto per la tragica perdita di vite umane durante il conflitto Russia-Ucraina” parla adesso di “invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa”. Gli Stati Uniti si sono inizialmente opposti, salvo poi astenersi a causa degli emendamenti voluti dall’assemblea. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha quindi approvato la risoluzione statunitense con 93 voti favorevoli, 8 contrari e 73 astensioni. Tra gli astenuti, Francia e Ragno Unito, che hanno rinunciato così a esercitare il loro diritto di veto. Il Cremlino ha accolto con favore la presa diposizione degli Usa, sottolineando il ruolo “più equilibrato” degli Stati Uniti rispetto agli europei.

Terre rare

Anche sulle terre rare la partita si complica. Da una parte il “New York Times” ha rivelato dettagli su una nuova bozza di accordo tra Ucraina e Stati Uniti per lo sfruttamento delle risorse minerarie. Washington avrebbe rinunciato alla richiesta di versare 500 miliardi di dollari in un fondo controllato dagli USA, ma ancora non offre garanzie sulla sicurezza. Mosca, dal canto suo, ha espresso disponibilità a collaborare con gli Stati Uniti riguardo alle risorse mierarie, come dichiarato dal presidente Vladimir Putin alla tv russa. Intanto però l’Ue ricorda che dal 2021 esiste un accordo tra Bruxelles e Kiev per la cooperazione sulle materie prime critiche, finalizzato a garantire un reciproco vantaggio economico. Così il portavoce della Commissione europea, Thomas Regnier, nel briefing quotidiano con la stampa. Inoltre, a differenza degli Usa, la Commissione Europea ha chiarito che l’UE non chiederà risorse naturali in cambio degli aiuti all’Ucraina. Parallelamente la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento ieri a Kiev ha annunciato che “un nuovo pagamento da 3,5 miliardi di euro per l’Ucraina arriverà già a marzo”.

Emergenza umanitaria

Sul campo, intanto, gli attacchi non si fermano. Nella notte, nuovi raid russi hanno colpito Kiev, ferendo una donna e danneggiando diverse abitazioni. Nel frattempo, Mosca ha dichiarato di aver abbattuto 19 droni ucraini nelle regioni di confine. Le Nazioni Unite stimano che oltre 12 milioni di persone in Ucraina necessitino di aiuti umanitari urgenti. Gli sfollati interni superano i 3,6 milioni, mentre i rifugiati all’estero sono circa 6,8 milioni.

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