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EMMANUEL MACRON PRESIDENTE FRANCESE, OLAF SCHOLZ CANCELLIERE TEDESCO

L’Occidente e la guerra. I rischi da non correre

venerdì, 22 Marzo 2024
1 minuto di lettura

Nelle ultime settimane la parola “guerra” ha cominciato a circolare con una portata diversa da quella cui siamo abituati dal 24 febbraio del 2022.Non è più solo il conflitto scatenato dall’aggressione russa all’Ucraina ma è il rischio concreto che nei piani di Putin ci possa essere ben altro. Non si spiegano altrimenti le preoccupazioni manifestate di recente dai leader delle due potenze principali dell’Europa, Macron e Scholz che si vanno ad aggiungere ad una serie di segnali di allarme che il Regno Unito lancia da tempo e ad una crescente preoccupazione soprattutto della Polonia e delle Repubbliche Baltiche.

Non è quindi il caso di sottovalutare lo scenario ipotetico che potrebbe profilarsi.

La scontata riconferma al vertice del Cremlino ha dato a Putin una forte spinta ad alzare i toni. Non è solo propaganda. La storia insegna che il peggior errore che si possa commettere è non prendere sul serio le minacce e i piani di personaggi che hanno dato prova di essere disposti a tutto.

Gran parte di quello che Hitler ha fatto era ampiamente scritto nel 1925 nero su bianco sulla sua opera Mein Kampf .Ma il mondo di allora sottovalutò e continuò a sorvolare anche quando Hitler 13 anni dopo fece la prima mossa invadendo la Cecoslovacchia con la scusa di dover proteggere i Sudeti. Il Patto di Monaco che ne seguì fu per il dittatore tedesco il semaforo verde per scatenare la Seconda guerra Mondiale.

La storia rischia di ripetersi in forme diverse. Le mire espansionistiche di Putin non sono mai state un mistero. La sua determinazione a realizzare i suoi piani è evidente a tutti. A nulla sono valsi i tentativi di dialogare con lui. Ne sa qualcosa Macron che le ha provate tutte per tenere aperto un canale di comunicazione col capo del Cremlino e indurlo a miglior consiglio. Risultato zero.

L’Occidente non ha alcuna intenzione di scatenare una Terza guerra mondiale ma non è neanche disposta a doverla subire. Chi oggi vuole evitare un conflitto mondiale deve ricordare la massima di Sun Tzu: “Il modo migliore per essere certi di vincere una guerra è assicurarsi la vittoria prima ancora di iniziare a combattere”

Dovrebbe essere questa la rotta che i Paesi europei, il Regno Unito e gli Stati Uniti dovrebbero seguire per evitare che la situazione sfugga di mano. Per questo deve essere valutata ogni opzione e intrapresa ogni azione per scongiurare un conflitto su larga scala. I capi di Stato e di Governo riflettano e si assumano le loro responsabilità. Discutere all’infinito non ha senso. Bisogna adottare decisioni coerenti ed efficaci.

Giuseppe Mazzei

Giuseppe Mazzei

Filosofo, Ph.D. giornalista, lobbista, docente a contratto e saggista. Dal 1979 al 2004 alla Rai, vicedirettore Tg1 e Tg2, quirinalista e responsabile dei rapporti con le Authority. Per 9 anni Direttore dei Rapporti istituzionali di Allianz. Fondatore e Presidente onorario delle associazioni "Il Chiostro - trasparenza e professionalità delle lobby" e "Public Affairs Community of Europe" (PACE). Ha insegnato alla Sapienza, Tor Vergata, Iulm e Luiss di cui ha diretto la Scuola di giornalismo. Scrivi all'autore

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