Le liste d’attesa continuano a rappresentare una delle principali criticità strutturali del sistema sanitario italiano. Nonostante il rafforzamento delle misure normative e l’incremento delle risorse finanziarie, persistono difficoltà organizzative, carenze di personale e differenze territoriali che ostacolano l’accesso tempestivo alle prestazioni sanitarie. È quanto emerge dalla relazione ‘L’attuazione delle misure finalizzate a ridurre le liste di attesa’, approvata dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti. L’indagine ha esaminato lo stato di avanzamento degli interventi destinati ad abbreviare i tempi di accesso alle cure e l’utilizzo dei finanziamenti stanziati per raggiungere questo obiettivo.
Secondo la magistratura contabile, le difficoltà non sono riconducibili soltanto alle conseguenze della pandemia, ma derivano anche da problemi organizzativi, gestionali e di programmazione che continuano a incidere sull’efficienza del sistema.
Stanziati 3,71 miliardi tra il 2022 e il 2028
Uno degli aspetti centrali della relazione riguarda l’impiego delle risorse economiche. Nel periodo 2022-2028, i finanziamenti destinati al contenimento delle liste d’attesa ammontano complessivamente a circa 3,71 miliardi di euro. Nel quadriennio 2022-2025 secondo i dati del ministero della Salute, a fronte di assegnazioni statali pari a circa 1,845 miliardi di euro, risultano utilizzati circa 1,58 miliardi.
La Corte evidenzia, comunque, che l’aumento dei finanziamenti non si è sempre tradotto in un incremento proporzionato delle prestazioni erogate e in una conseguente riduzione dei tempi di attesa. A complicare la valutazione dei risultati è anche la scarsa completezza e uniformità delle informazioni trasmesse dalle Regioni, che non consente di ricostruire con precisione l’impiego delle risorse e gli effetti degli interventi realizzati.
Carenza di medici specialisti
Tra i principali ostacoli individuati dalla Corte dei conti figura la carenza di personale sanitario, soprattutto specialistico. La relazione sottolinea come, anche in presenza di risorse finanziarie adeguate, le strutture sanitarie incontrino difficoltà nell’ampliare l’offerta di prestazioni.
Il problema del personale si affianca alle criticità organizzative e gestionali, contribuendo a limitare l’efficacia delle misure adottate per abbattere le liste d’attesa. Per questo motivo, la magistratura contabile richiama la necessità di interventi strutturali capaci di superare le carenze di organico e migliorare la programmazione dei fabbisogni assistenziali.
Decreto liste d’attesa
Un passaggio significativo della relazione riguarda il decreto-legge n. 73 del 2024, che ha introdotto un nuovo modello di governance per il contenimento dei tempi di attesa. Il sistema si fonda sul rafforzamento dei controlli, sulla digitalizzazione e sulla disponibilità tempestiva delle informazioni necessarie a monitorare le prestazioni sanitarie.
Secondo la Corte, queste innovazioni potrebbero contribuire a un miglioramento strutturale del sistema. Tuttavia, una valutazione completa della loro efficacia sarà possibile soltanto dopo la piena attuazione degli interventi previsti. Tra le priorità indicate figura il completamento dell’interoperabilità della Piattaforma nazionale delle liste di attesa (PNLA), ritenuta fondamentale per rafforzare il monitoraggio e la disponibilità dei dati.
Assistenza territoriale da potenziare per alleggerire gli ospedali
La Corte richiama anche la necessità di completare la riforma dell’assistenza territoriale, considerata un elemento essenziale per affrontare in maniera strutturale il problema delle liste d’attesa. Un sistema territoriale più efficace consentirebbe di migliorare la presa in carico dei pazienti, ridurre la domanda impropria di prestazioni e alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere e sui servizi specialistici.
L’obiettivo è intervenire non soltanto sull’offerta sanitaria, ma anche sull’organizzazione della domanda di assistenza, attraverso una programmazione più aderente ai bisogni della popolazione.
Regioni e amministrazioni
La magistratura contabile pone particolare attenzione anche ai meccanismi di responsabilizzazione delle amministrazioni coinvolte nell’attuazione delle misure. Per rendere più efficace il sistema, secondo la Corte, è necessario individuare tempestivamente le inadempienze, applicare le sanzioni previste ed esercitare, quando ne ricorrono i presupposti, i poteri sostitutivi.
Parallelamente viene raccomandato di rafforzare i controlli sull’utilizzo dei finanziamenti pubblici e sui risultati effettivamente conseguiti, superando le attuali difficoltà nella raccolta e nella valutazione delle informazioni trasmesse dalle Regioni.
Le raccomandazioni
La Corte dei conti individua una serie di interventi prioritari per rendere più efficace il contrasto alle liste d’attesa: accelerare l’attuazione del decreto-legge n. 73 del 2024, completare l’interoperabilità della piattaforma nazionale, migliorare la programmazione dei fabbisogni sanitari, rafforzare il controllo sulle risorse e affrontare in modo strutturale la carenza di personale. Il messaggio conclusivo della relazione è che le sole risorse economiche non bastano a garantire una riduzione duratura dei tempi di attesa.
Per assicurare ai cittadini un accesso tempestivo ed equo alle prestazioni sanitarie sono necessari trasparenza, monitoraggio continuo, responsabilità istituzionale, utilizzo efficiente dei finanziamenti e una rendicontazione puntuale dei risultati raggiunti.





