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Furti con spaccata, allarme commercianti: un’impresa su tre già colpita, una su due teme nuovi assalti

martedì, 13 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

I furti con spaccata rappresentano il reato predatorio percepito in maggior aumento nel 2026 dalle imprese del commercio e dei pubblici esercizi. A segnalarlo è il 38,9% degli imprenditori, secondo quanto emerge da un’indagine di Confcommercio dedicata al fenomeno. I dati evidenziano una situazione di forte preoccupazione: oltre un terzo delle attività, pari al 34,8%, ha già subito almeno una spaccata e, tra queste, il 59,4% è stato colpito due o più volte.

Il timore riguarda anche il futuro. Un’impresa su due, il 49,9%, teme di essere vittima di una spaccata nei prossimi mesi, mentre il 51,7% degli imprenditori dichiara di essere a conoscenza di episodi che hanno interessato colleghi nella propria zona.

Colpi soprattutto durante la chiusura delle attività

La maggior parte dei furti con spaccata, pari all’85%, avviene quando le attività commerciali sono chiuse. Non mancano, però, episodi registrati anche durante gli orari di apertura. Il fenomeno comporta conseguenze economiche che non si limitano alla sottrazione della merce o del denaro. Ai furti si aggiungono infatti i danni provocati alle strutture, dalle vetrine agli accessi dei locali, con la necessità di affrontare riparazioni e interventi per ripristinare le condizioni di lavoro.

Per contrastare il fenomeno il 42,4% delle imprese ha sostenuto investimenti aggiuntivi in sicurezza, con una spesa media di 2.950 euro.

La misura più diffusa è l’installazione di sistemi di videosorveglianza, scelta dal 74,6% delle attività che hanno effettuato investimenti. Seguono il ricorso alla vigilanza privata, indicato dal 29,8%, e l’installazione di serrande o porte blindate, con il 29,5%. Un altro elemento riguarda le assicurazioni: l’82,3% delle imprese dispone di una copertura totale o parziale contro i danni provocati dalle spaccate.

“I costi della sicurezza non possono ricadere soltanto sulle imprese”

A richiamare l’attenzione sulle conseguenze del fenomeno è Patrizia Di Dio, Vicepresidente di Confcommercio con delega alle Politiche della Legalità, della Sicurezza e dell’Etica d’impresa.

“Le chiamiamo ‘spaccate’, ma dietro questa parola ci sono furti che provocano danni spesso sproporzionati rispetto al valore della refurtiva: vetrine distrutte, costose riparazioni e attività da rimettere in condizioni di lavorare”, afferma Di Dio. La Vicepresidente sottolinea anche le conseguenze sulla percezione della sicurezza da parte degli imprenditori: “A questo si aggiungono la preoccupazione e il senso di vulnerabilità degli imprenditori. I dati della nostra indagine confermano che non si tratta di episodi isolati, ma di un fenomeno diffuso che richiede risposte concrete”.

Da Confcommercio arriva quindi la richiesta di rafforzare le misure di prevenzione e il sostegno alle attività economiche: “La sicurezza è un bene collettivo e i suoi costi non possono ricadere soltanto sulle imprese. Servono più prevenzione, una presenza più capillare delle forze dell’ordine e incentivi per gli investimenti in sicurezza. Perché proteggere negozi e pubblici esercizi significa anche difendere la vivibilità e la vitalità delle nostre città”, conclude Di Dio.

Baby gang, mala movida e degrado urbano

L’indagine di Confcommercio prende in esame anche altri fattori che incidono sulla percezione della sicurezza nelle aree commerciali. Quattro imprese su dieci si dichiarano preoccupate per la presenza delle baby gang e per i fenomeni legati alla mala movida. Le principali criticità segnalate riguardano gli atti di vandalismo, indicati dal 33,3%, e il degrado urbano, con il 29,5%. Il 26,1% delle attività commerciali rileva inoltre un peggioramento della vivibilità del quartiere in cui opera. Tra le cause prevalgono gli episodi di microcriminalità, segnalati dal 45,7%, e gli atti vandalici, indicati dal 43,1%.

Sul fronte delle possibili soluzioni, gli imprenditori indicano soprattutto il rafforzamento degli strumenti di controllo e della presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Gli impianti di videosorveglianza sono considerati tra le misure più efficaci dal 49,7% delle imprese, mentre il 42,3% indica una maggiore presenza delle forze dell’ordine.

L’indagine registra inoltre un consenso pressoché unanime, pari al 98,9%, a favore della previsione di bonus e agevolazioni fiscali per migliorare la sicurezza e dell’introduzione di presidi, come la polizia di quartiere, nelle aree maggiormente interessate dalla microcriminalità.

Dai risultati emerge dunque una richiesta di interventi che affianchino agli investimenti sostenuti direttamente dalle imprese una più ampia azione di prevenzione e controllo del territorio, per tutelare le attività commerciali e la vivibilità delle città.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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