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Bardanzellu e Pedrizzi (Federproprietà): “Urgente un sostegno ai piccoli negozi, il governo vada avanti sulla cedolare secca per i proprietari”

mercoledì, 7 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

Per la prossima manovra di bilancio, l’ultima della legislatura, il governo ha promesso di puntare decisamente sul fronte fiscale, con un occhio di riguardo al ceto medio della popolazione. «Una buona idea, ma non basta. Tra le pieghe dell’economia italiana si trovano altre fasce della popolazione e categorie produttive che necessitano di attenzione sul fronte fiscale e sulle quali bisogna concentrarsi per modulare gli interventi macro e microeconomici in direzione della crescita e dello sviluppo. In questo senso, l’annuncio di una possibile misura specifica per i piccoli negozi, attraverso l’introduzione di una cedolare secca, è sicuramente un’ottima notizia per quella parte dell’apparato produttivo e distributivo che non fa capo a grandi aggregazioni», dichiarano l’Avv. Giovanni Bardanzellu, Presidente di Federproprietà ed il Sen. Riccardo Pedrizzi, Responsabile del Settore Finanze e Tesoro di Federproprietà, che lanciano l’allarme sulla progressiva scomparsa dei negozi di prossimità.

L’ipotesi governativa allo studio prevede una cedolare secca sulle locazioni commerciali, riprendendo il modello applicato nel 2019: allora era prevista un’aliquota sostitutiva del 21% per i nuovi contratti relativi a negozi e botteghe fino a 600 mq. Per la nuova versione si sta ragionando su una platea maggiormente concentrata sui piccoli negozi, con l’ipotesi di un limite dimensionale attorno ai 250-300 mq.

«L’idea di estendere la cedolare secca alle locazioni commerciali, come strumento per abbassare gli affitti dei negozi e contrastare la desertificazione commerciale delle città, a nostro avviso è da considerarsi una priorità. La cedolare secca offre diversi vantaggi: una tassazione più semplice e, in molti casi, più conveniente, l’assenza dell’imposta di registro e di bollo sul contratto di locazione e una maggiore prevedibilità dell’onere fiscale. Nel caso dei piccoli negozi, il proprietario otterrebbe una tassazione agevolata sull’affitto commerciale, ma il beneficio dovrebbe essere condiviso con l’esercente mediante una riduzione effettiva del canone. L’obiettivo finale è riaprire i locali sfitti e difendere il commercio di prossimità», proseguono Bardanzellu e Pedrizzi, secondo i quali la situazione dei piccoli negozi è allarmante anche sul piano dei numeri: secondo recenti stime di Confcommercio, sono circa 150 mila le attività scomparse negli ultimi dodici anni.

«Entro il 2035 c’è il rischio che scompaia un altro 20% dei negozi, circa 114 mila imprese al dettaglio. Per questo è urgente reagire alla desertificazione commerciale e alle difficoltà determinate dall’aumento dei costi di gestione, dalla pressione fiscale, dalla concorrenza della grande distribuzione organizzata e dalla crescita dell’e-commerce. Prevedere specifici aiuti fiscali per i piccoli esercizi non rappresenta soltanto una misura di sostegno alle imprese, ma una scelta di politica economica a tutela delle città, dell’occupazione e della coesione sociale».

I negozi di prossimità operano in condizioni profondamente diverse rispetto ai grandi operatori. Hanno minori economie di scala, un potere contrattuale più limitato nei confronti dei fornitori e costi fissi che incidono maggiormente sul fatturato. A questi fattori si aggiungono affitti, utenze, costo del lavoro, tributi locali e adempimenti amministrativi che possono diventare insostenibili per le attività con margini ridotti.

«L’attenzione della politica verso questi settori dell’economia e del commercio è spesso scarsa. Ecco perché un governo che fa della leva fiscale un fattore di riequilibrio economico deve muoversi anche nell’ottica della cedolare secca. La chiusura di un piccolo negozio, infatti, non costituisce soltanto la scomparsa di un’impresa, ma impoverisce il tessuto economico e sociale di una strada, di un quartiere o di un piccolo comune. Dove scompaiono le attività commerciali aumentano il rischio di degrado e quello di perdita di servizi, soprattutto per gli anziani e per le persone con minori possibilità di spostamento. È una sconfitta per i commercianti, ma anche per lo Stato e per i cittadini», concludono i dirigenti di Federproprietà.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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