Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica ha confermato la morte del generale Ali Mohammad Naeini, portavoce ufficiale, ucciso in un attacco attribuito a Israele. Teheran parla di “martirio” e accusa un’azione congiunta israelo-americana. L’esercito israeliano ha rivendicato l’operazione, definendo Naeini “uno dei principali responsabili della propaganda del regime” e accusandolo di sostenere operazioni contro Israele. Nelle stesse ore è stato ucciso anche Esmail Ahmadi, da poco nominato capo dell’intelligence dei Basij, segnale di un’offensiva mirata contro la catena di comando iraniana.
Mojtaba Khamenei ha dichiarato che è necessario “negare la sicurezza ai nemici, in patria e all’estero”, mentre il presidente Masoud Pezeshkian accusa Stati Uniti e Israele di “distruggere le norme giuridiche internazionali”. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha avvertito l’Europa: concedere basi agli Stati Uniti sarà considerato “complicità nell’aggressione”.
Missili su Israele e attacchi nel Golfo
I Pasdaran affermano di aver colpito obiettivi a Gerusalemme Ovest, Haifa e la base Usa di al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti con missili e droni. Nuovi lanci sono stati rilevati verso il centro di Israele, con allarmi a Tel Aviv e nell’area di Gerusalemme. Attacchi con droni hanno colpito infrastrutture energetiche nel Golfo. In Kuwait è stata nuovamente presa di mira la raffineria di Mina al-Ahmadi. Episodi simili segnalati anche in Emirati, Bahrein e Arabia Saudita.
Israele colpisce Iran, Libano e Siria
Israele ha intensificato i bombardamenti sull’Iran, con esplosioni a Isfahan, Yazd e Arak. L’Idf dichiara oltre 130 obiettivi colpiti in 24 ore, tra cui lanciatori di missili e sistemi di difesa. Raid anche nel sud del Libano e della Siria contro strutture militari legate a Damasco, in risposta ad attacchi contro i drusi. A Gaza, secondo fonti locali, almeno tre persone sono morte nella parte orientale della città.
Trump valuta l’opzione Kharg
Gli Stati Uniti valutano un’azione contro l’isola iraniana di Kharg, principale hub dell’export petrolifero. Secondo Axios, l’ipotesi è occupare o bloccare l’isola per costringere Teheran a riaprire lo Stretto di Hormuz. Oltre il 90% del greggio iraniano transita da Kharg.
Energia e reazioni internazionali
Sei Paesi, tra cui Italia, Regno Unito, Francia e Germania, discutono un piano per garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz. Roma esclude una missione militare per forzare il blocco, ipotizzando un contributo solo in fase post conflitto.
La crisi pesa sui mercati. Secondo fonti saudite, il petrolio potrebbe superare i 180 dollari al barile se le interruzioni continueranno. L’Ue chiede una moratoria sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, mentre la Spagna prepara misure per contenere il caro carburanti.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan accusa Israele di “aver ucciso migliaia di persone” e afferma che “pagherà il prezzo”. Mosca sostiene che l’Europa dovrà affrontare uno shock energetico e “riconoscere i propri errori strategici”.





