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Bullismo, cyberbullismo e social: l’allarme sui giovani tra isolamento e fragilità emotiva

Dai dati di Telefono Azzurro alla “depressione da social” studiata dalla Società Italiana di Pediatria: cresce il disagio psicologico tra bambini e adolescenti, sempre più esposti a violenze e solitudine online.
domenica, 8 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

In occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, Telefono Azzurro rinnova il proprio impegno a tutela dei più giovani, portando all’attenzione dell’opinione pubblica numeri che raccontano una realtà ancora profondamente critica. Nel corso del 2025, l’associazione ha gestito 181 casi di bullismo e 24 casi di cyberbullismo, segnalazioni che restituiscono un quadro di disagio diffuso e persistente tra bambini e adolescenti.

Gli attacchi e le vittime

A colpire maggiormente sono gli attacchi legati alle caratteristiche fisiche, che rappresentano il 72,5% dei casi di bullismo e il 9% di quelli di cyberbullismo. Seguono le discriminazioni di tipo culturale, pari al 12% nel bullismo e al 2% nel cyberbullismo, e quelle legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere, che incidono rispettivamente per il 3,5% e l’1%. Dati che evidenziano come la diversità continui a essere uno dei principali fattori di rischio per episodi di violenza e sopraffazione.

I rischi di un uso eccessivo

Parallelamente, cresce la preoccupazione per l’impatto dell’uso intensivo dei social media sulla salute mentale dei più giovani. Più tempo si trascorre online, maggiore è il rischio di sviluppare sintomi depressivi. Un fenomeno sempre più diffuso, definito dagli esperti “depressione da social”, esploso soprattutto durante la pandemia, periodo che ha segnato un vero e proprio boom nell’utilizzo di internet, smartphone e piattaforme digitali.

Lo studio sui disturbi

A indagarne le dimensioni è una nuova revisione della letteratura scientifica condotta dalla Società Italiana di Pediatria (SIP) e pubblicata sull’International Journal of Environmental Research and Public Health. Lo studio mette in relazione l’aumento dei disturbi depressivi con la progressiva sostituzione del contatto diretto con la comunicazione digitale, spesso caratterizzata da un uso eccessivo di smartphone e chat online.

Virtuale che soppianta il reale

“La depressione è collegata a un rapido aumento della comunicazione digitale e degli spazi virtuali che sostituiscono il contatto faccia a faccia”, spiega Elena Bozzola, Consigliere Nazionale SIP. “Bambini e adolescenti navigano in Internet per lo più da soli, consultando con assiduità i social media, in particolare Instagram, TikTok e YouTube. Le conseguenze sono inevitabili e riguardano non solo le interazioni sociali e interpersonali, ma anche il benessere fisico e psicosociale”.

Gli strumenti di prevenzione

Il quadro che emerge è quello di una generazione iperconnessa ma spesso isolata, esposta a nuove forme di violenza e fragilità emotiva. Un contesto che rende sempre più urgente un’azione condivisa tra famiglie, scuole, istituzioni e realtà come Telefono Azzurro, affinché la prevenzione e il supporto diventino strumenti concreti per proteggere la salute e il futuro dei più giovani.

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