Tajani esclude interventi in strada e parla di collaborazione nelle sale operative. Sala esprime contrarietà, Piantedosi riferirà alla Camera il 4 febbraio.
Ci saranno o non ci saranno? Di certo la presenza o meno degli Agenti dell’Immigration and Customs Enforcement alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, in programma dal 6 al 22 febbraio, sta diventando un tormentone. Comunque, sì, l’Ice ci sarà e avrà compiti di supporto. Almeno secondo le dichiarazioni di ieri di un portavoce dell’agenzia federale statunitense secondo il quale l’Homeland Security Investigations dell’Ice affiancherà il Diplomatic Security Service del Dipartimento di Stato e il Paese ospitante nella valutazione e nella mitigazione dei rischi legati alla criminalità organizzata transnazionale. Ma, per il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, non avranno, comunque, funzione di ordine pubblico sul territorio italiano, ma collaboreranno nelle sale operative: “Non faranno sicurezza in strada, ma coopereranno nelle strutture di coordinamento”, la precisazione del Vicepremier. E sempre ieri il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e l’Ambasciatore degli Stati Uniti si sono incontrati per definire le modalità nel dettaglio. E il titolare del Viminale riferirà alla Camera il 4 febbraio.
Reazioni diverse
Inutile girarci intorno. La notizia della presenza dell’Ice ha suscitato reazioni politiche contrastanti. Durissimo, a dire poco, il parere del Sindaco di Milano Giuseppe Sala il quale ha dichiarato senza tanti orpelli di non ritenere opportuna la sua presenza perché la sicurezza può essere garantita dalle forze dell’ordine italiane. Il primo cittadino meneghino non si è detto tranquillo sulla gestione dell’intera vicenda e ha anzi espresso il timore che l’arrivo degli agenti statunitensi possa generare tensioni. Ma su un punto è stato chiaro: la sicurezza, pur essendo un diritto fondamentale, deve essere esercitata secondo criteri democratici e nel rispetto delle regole italiane.
Parere decisamente diverso quello del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli secondo il quale chi si occupa di sicurezza è il benvenuto, purché operi nel rispetto delle leggi italiane. Più prudente il Presidente di Noi moderati Maurizio Lupi che definisce “superflua” la presenza della milizia a stelle e strisce in Italia, anche perché nei grandi eventi internazionali “la tutela dell’ordine pubblico sia tradizionalmente affidata alle forze di polizia del Paese ospitante”.
Sul tema si è espresso anche Federico Mollicone, Deputato di Fratelli d’Italia, che ha colto l’occasione per ribadire la solidità dell’alleanza tra Italia e Stati Uniti. Ma ha voluto distinguere tra cooperazione internazionale e interesse nazionale. Lo stesso Mollicone ha ricordato che l’Ice è un’agenzia federale attiva da decenni sotto diverse amministrazioni e ha invitato a evitare rappresentazioni parziali del suo ruolo. D’accordo la Ministra Eugenia Roccella: “Gli Stati Uniti”, ha detto, “restano una democrazia capace di autocorrezione” e ha dunque invitato a non usare criteri diversi nel giudicare l’operato delle amministrazioni americane. Chi invece ha spiegato che l’intera questione rientra nei rapporti tra Stati è stato il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e che dunque saranno i ministri competenti a definire le scelte operative.
Presenza anomala
All’attacco invece le opposizioni, con dure critiche portate avanti da due esponenti del Partito democratico, Alessandro Zan e Sandro Ruotolo: per loro è inaccettabile un ruolo, anche solo di supporto, per un’agenzia che si occupa di immigrazione e controlli interni negli Stati Uniti. Sarebbe una presenza, quella dell’Ice, istituzionalmente anomala e con un problema di sovranità.
Chi ha chiesto al Governo di prendere una posizione chiara per escludere la presenza degli agenti americani è stato invece il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.
Curiosità: è stata lanciata una petizione su Change.org per chiedere al Governo e al Comitato organizzatore di Milano-Cortina 2026 di escludere la partecipazione istituzionale dell’Ice. L’iniziativa, promossa da Francesco Ascioti, Segretario di Milano in Azione, ha già raccolto oltre 12mila firme. La richiesta è che l’eventuale presenza di agenti avvenga solo a titolo individuale e non operativo, per evitare che le Olimpiadi possano essere associate a pratiche contestate sul piano dei diritti umani.



