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Confcommercio. Vendite al dettaglio in crescita: segnali positivi a fine 2025

Bene la grande distribuzione e l’e-commerce, più in difficoltà le piccole superfici. “Ripresa in atto, ma restano fragilità”
domenica, 11 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

Proseguono i segnali di miglioramento che arrivano dalle vendite al dettaglio. Anche nel mese di novembre 2025, infatti, l’Istat ha registrato una crescita sia in valore che in volume su base mensile, rispettivamente pari a +0,5% e +0,6%. Positivo anche il confronto su base annua, con un aumento dell’1,3% in valore e dello 0,5% in volume. Nel trimestre settembre-novembre 2025 le vendite al dettaglio mostrano un lieve incremento in valore (+0,1%) e una sostanziale stabilità in volume (-0,1%) rispetto ai tre mesi precedenti, confermando un quadro di graduale rafforzamento della domanda.
Nel dettaglio, le vendite di beni alimentari crescono in valore sia su base congiunturale che tendenziale (+0,5% e +1,3%), mentre in volume si registra un aumento mensile (+0,5%) a fronte di un calo su base annua (-0,5%). Decisamente migliori le performance dei beni non alimentari, che segnano aumenti diffusi: +0,7% in valore e volume nel confronto mensile e +1,4% in valore e +1,1% in volume su base annua.

Cresce la grande distribuzione

All’interno dei comparti non alimentari, l’Istat rileva variazioni tendenziali prevalentemente positive. L’incremento più marcato riguarda i prodotti di profumeria e cura della persona (+5,9%), mentre il calo più consistente si registra per la categoria degli altri prodotti (-0,4%). Guardando ai canali distributivi, rispetto a novembre 2024 il valore delle vendite aumenta per la grande distribuzione (+2,1%) e, soprattutto, per il commercio elettronico (+8,3%), che segna l’incremento più rilevante da marzo 2023. In flessione, invece, le imprese operanti su piccole superfici (-0,5%) e le vendite al di fuori dei negozi (-1,9%).

Attenzione alle criticità

Commentando i dati, il direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella, sottolinea come “il dato di novembre, pur atteso sulla base delle indicazioni emerse durante il periodo del Black Friday, rappresenti un importante elemento a sostegno dell’ipotesi che la parte finale del 2025 sia stata piuttosto vivace anche in termini di spesa delle famiglie”.

Novembre mese migliore

“A rafforzare questa lettura”, aggiunge Bella, “contribuisce il fatto che il risultato di novembre segua il miglioramento di ottobre: due variazioni congiunturali positive e significative non si osservavano da quasi due anni. Dopo una fase caratterizzata da forti timori sul futuro reddituale e da una marcata prudenza nei comportamenti di spesa, che ha spinto la propensione al risparmio all’11,4% nel terzo trimestre del 2025, è probabile che le famiglie abbiano finalmente percepito come stabile il rientro dell’inflazione, riducendo le preoccupazioni sul potere d’acquisto, anche grazie alle solide dinamiche del mercato del lavoro”.

Gli elementi di fragilità

“Resta però necessario”, conclude Bella, “non sottovalutare gli elementi di fragilità ancora presenti. Persistono difficoltà in alcuni segmenti di consumo più maturi, come gli alimentari, l’abbigliamento e le calzature, una situazione che continua a riflettersi in modo particolarmente negativo sulle imprese di minori dimensioni”.

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