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Papa Leone a Istanbul, appello contro le guerre: “La religione non diventi un pretesto per la violenza”

Nella Moschea Blu il Pontefice ha pregato scalzo, poi l’incontro con Bartolomeo e la dichiarazione congiunta sul dialogo tra le Chiese. Hezbollah, in vista dell’arrivo a Beirut, lo sollecita a prendere posizione sulle azioni di Israele in Libano
domenica, 30 Novembre 2025
2 minuti di lettura

Continua il viaggio apostolico in Turchia di Papa Leone XIV. Ieri la terza giornata si è aperta con la visita alla Moschea Sultan Ahmed di Istanbul. Qui il Pontefice ha varcato la soglia scalzo, come comunque previsto dalla regola islamica, e si è fermato in silenzio nel luogo di culto. La Sala Stampa della Santa Sede ha riferito su Telegram che il Papa ha vissuto la visita “in spirito di raccoglimento e in ascolto”. Il gesto ha ripreso le visite di Benedetto XVI nel 2006 e di Francesco nel 2014, entrambe avvenute nello stesso giorno. E ieri, quasi in contemporanea con la sua presenza all’interno della Moschea, il gruppo armato libanese Hezbollah ha diffuso un messaggio indirizzato al Santo Padre, atteso a Beirut proprio nella giornata di oggi. Una dichiarazione, questa, con la quale il Vescovo di Roma è stato invitato a respingere quella che il gruppo ha definito “l’ingiustizia e l’aggressione israeliana contro il Libano”. Hezbollah ha affermato di volere “ribadire il nostro impegno alla convivenza” e di volere “stare al fianco del nostro esercito e del nostro popolo per affrontare qualsiasi aggressione e occupazione della nostra terra”. Il messaggio ha aggiunto che le azioni di Israele in Libano rappresentano “un’aggressione inaccettabile e continua” e ha espresso fiducia nella posizione di Prevost nel “rifiutare l’ingiustizia e l’aggressione che il Paese subisce per mano degli invasori sionisti e dei loro sostenitori”.

L’incontro con Bartolomeo I

Tornando alla cronaca di ieri, in quel di di Istanbul il Papa ha poi incontrato il Patriarca ecumenico Bartolomeo I nel Palazzo Patriarcale. L’incontro si è concluso con la firma di una dichiarazione congiunta. Nel testo i due leader hanno affermato il rifiuto “di qualsiasi uso della religione e del Nome di Dio per giustificare la violenza” e hanno richiamato le rispettive comunità alla responsabilità verso la pace. La dichiarazione ha ricordato che il cammino verso la piena comunione tra le Chiese richiede determinazione e dialogo. Il documento ha fatto riferimento alla commemorazione del 1700° anniversario del Primo Concilio Ecumenico di Nicea, celebrato con un pellegrinaggio a Iznik. Leone XIV e il Patriarca Bartolomeo hanno definito l’anniversario un’occasione per riaffermare i contenuti del Credo niceno e per affrontare insieme le sfide del presente. La dichiarazione ha citato anche la coincidenza della Pasqua del 2025, che tutte le Chiese hanno celebrato nello stesso giorno, e ha espresso la volontà di proseguire la ricerca di una data comune futura.

Il testo ha ricordato inoltre il 60esimo anniversario della revoca delle scomuniche del 1054, firmata da Paolo VI e Atenagora nel 1965. Il Pontefice e Bartolomeo I hanno detto che quel gesto ha aperto una nuova fase nei rapporti tra le Chiese e hanno invitato i fedeli e i teologi a sostenere il lavoro della Commissione mista per il dialogo teologico, impegnata nell’analisi delle questioni storiche che hanno prodotto divisioni. Una parte significativa della dichiarazione ha riguardato la situazione internazionale. Il Santo Padre e il Patriarca hanno rivolto un appello ai responsabili politici affinché agiscano per fermare i conflitti in corso. I due leader hanno ribadito l’importanza del dialogo interreligioso come strumento per la convivenza tra popoli e culture diverse e hanno richiamato il valore della dichiarazione ‘Nostra Aetate’ nel dialogo con le altre religioni.

I prossimi appuntamenti

Papa Leone XIV inizierà la giornata odierna alla cattedrale armena apostolica di Istanbul, dove alle 9.30 parteciperà a un momento di preghiera con il patriarca e inaugurerà una targa commemorativa. Alle 10.30 sarà al Phanar per la Divina Liturgia nella chiesa di San Giorgio, conclusa dal suo discorso e da una benedizione ecumenica insieme a Bartolomeo.

Alle 13 pranzerà con il Patriarca ecumenico, poi lascerà Istanbul: alle 14.15 la cerimonia di congedo e alle 14.45 la partenza per Beirut, dove arriverà alle 15.45 per l’accoglienza ufficiale.

Nel pomeriggio farà una visita di cortesia al Presidente del Libano, incontrerà alle 17.15 il Presidente dell’Assemblea Nazionale e successivamente il Primo Ministro. Alle 17.45 pianterà un ‘cedro dell’amicizia’ nel giardino del palazzo presidenziale e firmerà il Libro d’Onore. Alle 18 incontrerà autorità, società civile e Corpo diplomatico, intervenendo con un discorso. Alle 18.30 partirà per la nunziatura, dove arriverà intorno alle 19.45.

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