L’Ilva “è sostanzialmente chiusa” e occorre “avere il coraggio di dirlo”. Alla manifestazione nazionale della Uil al Teatro Brancaccio, il Segretario generale Pierpaolo Bombardieri non usa giri di parole per descrivere lo stato dell’acciaieria di Taranto e per chiedere al governo e alle istituzioni locali un confronto chiaro sul futuro di 12 mila lavoratori. “Pensiamo che la produzione dell’acciaio in questo Paese serva e che l’Ilva debba essere salvata — ha dichiarato — ma le scelte fatte dal ministro Urso ci consegnano una fabbrica chiusa. Siamo pronti a discutere su come salvaguardare i posti di lavoro”.
Bombardieri ha spiegato che la transizione verso i forni elettrici, spesso evocata come soluzione, comporta una fase di almeno cinque anni in cui la produzione dovrebbe comunque continuare a carbone. Ma soprattutto avrebbe un impatto pesante sull’occupazione: “Se decarbonizziamo e facciamo i forni elettrici, al di là della qualità dell’acciaio, resteranno 3 mila lavoratori. Dunque dobbiamo dirci cosa facciamo degli altri 9 mila”.
Regione Puglia e Comune di Taranto nel mirino
Il Segretario Uil ha chiamato in causa anche le istituzioni locali: “Comune di Taranto e Regione Puglia hanno un grande pezzo di responsabilità”. Bombardieri ha ricordato l’“extra tassa del 3%” introdotta dalla Regione sul gas destinato agli impianti, un aggravio che — secondo il sindacato — incide sulla possibilità di produrre acciaio utilizzando questa fonte energetica. “Al netto dei giochini politici degli ultimi anni — ha aggiunto — il problema è uno: come tutelare 12 mila famiglie che vorrebbero vivere del proprio lavoro e non della cassa integrazione. Se dire che l’Ilva è chiusa serve ad aprire una discussione, noi siamo pronti a farlo”.
Bombardieri ha affrontato anche il tema delle riforme previdenziali, rilanciando due richieste storiche della Uil: il ripristino di opzione donna nella formulazione originaria e l’introduzione di una pensione di garanzia per i giovani.
Il Segretario ha però chiesto che il confronto sul futuro dello stato sociale non avvenga solo durante la legge di bilancio: “Discutere in manovra per risparmiare 50 o 100 milioni non serve. Serve capire quale sarà il sistema di domani e aprire un tavolo dedicato durante l’anno”.
Rapporti con Cgil e Cisl
Sul rapporto con le altre sigle sindacali, Bombardieri ha rivendicato l’autonomia della Uil: “Non ci siamo staccati. Abbiamo mantenuto una posizione coerente con quanto detto negli ultimi anni”. Ha ricordato che, nelle precedenti manovre, il Governo aveva posto un “prendere o lasciare”, spingendo la Uil allo sciopero generale. “Questa volta ci è stato chiesto di fare proposte”, ha spiegato. Tra queste, la richiesta di intervenire sulla detassazione degli aumenti contrattuali, un tema che il governo ha raccolto destinando 2 miliardi — dei 18 totali — alla misura e all’incremento delle risorse per il pubblico impiego. “Prendiamo atto del risultato, lo portiamo a casa e lo esaltiamo. Ma — ha concluso — siamo pronti a continuare la nostra battaglia”.



