venerdì, 28 Febbraio, 2025
Esteri

Gaza, aiuti italiani per 80 milioni: 89 bambini evacuati per cure mediche

Israele e Hamas continuano i negoziati sul cessate il fuoco, mentre a Karkur Junction un attacco terroristico provoca almeno 10 feriti

La crisi umanitaria nella Striscia di Gaza continua a destare preoccupazione, con l’Italia impegnata in interventi di assistenza e mediazione. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto ieriche il Belpaese ha mobilitato 80 milioni di euro per aiuti umanitari attraverso l’iniziativa ‘Food for Gaza’, che ha permesso la consegna di oltre 110 tonnellate di generi alimentari, medicinali e beni di prima necessità. Particolare attenzione è stata riservata ai bambini malati di Gaza: il 13 febbraio scorso un gruppo di 89 piccoli pazienti palestinesi è stato accolto in Italia per ricevere cure mediche. “L’Italia è l’unico Paese occidentale ad avere dispiegato un’operazione di queste dimensioni”, ha spiegato Tajani, ricordando che già lo scorso anno un primo gruppo di bambini era arrivato a La Spezia a bordo della Nave Vulcano. I trasferimenti sono effettuati in collaborazione con il Patriarcato Latino di Gerusalemme e la Comunità Papa Giovanni XXIII.

Israele e Hamas

Sul fronte diplomatico, il Premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che continuerà a lavorare “senza sosta” per riportare in patria tutti gli ostaggi israeliani ancora detenuti a Gaza. Israele ha inviato una squadra negoziale al Cairo per proseguire le trattative sul cessate il fuoco. Ma il Presidente di Unità Nazionale, Benny Gantz, ha criticato Netanyahu, sostenendo che il prolungamento della tregua favorisce Hamas, permettendogli di rafforzarsi militarmente e politicamente. Nella notte, Hamas ha restituito le salme di quattro ostaggi israeliani. Secondo l’ufficio di Netanyahu, tre di loro sarebbero stati uccisi durante la prigionia, mentre il quarto, Shlomo Mantzur, sarebbe stato ucciso durante l’attacco del 7 ottobre 2023.

Rilasci di prigionieri palestinesi

In risposta alla restituzione delle salme, Israele ha rilasciato 640 prigionieri palestinesi tra Gaza e Cisgiordania. Secondo l’agenzia Wafa, tra i detenuti scarcerati figurano 151 persone con condanne all’ergastolo o a lungo termine, oltre a 45 donne e bambini. Una parte dei rilasciati è stata trasferita in Egitto a causa di decreti di espulsione israeliani. Le condizioni dei prigionieri rilasciati sono risultate critiche: l’ospedale Europeo di Khan Younis ha segnalato casi di malnutrizione grave, segni di torture e patologie trascurate. Numerosi detenuti presentavano costole fratturate e problemi dermatologici, per i quali sono stati trattati con farmaci contro la scabbia. Tra loro figurano anche 15 medici e infermieri.

Nonostante la tregua, il ministero della Salute di Gaza ha segnalato 17 morti e 19 feriti nelle ultime 48 ore, portando il bilancio complessivo del conflitto a oltre 48.365 vittime e 111.780 feriti. Le autorità sanitarie palestinesi denunciano che il cessate il fuoco non è stato sufficiente per garantire la sicurezza della popolazione e il corretto funzionamento delle strutture mediche.

Attacco a Karkur Junction

Intanto ieri la polizia israeliana ha riferito di aver neutralizzato, uccidendolo, l’uomo responsabile di quello che le autorità definiscono un attacco terroristico, avvenuto alla fermata dell’autobus presso Karkur Junction, vicino Pardes Hanna, nel distretto di Haifa. L’episodio, che ha causato il ferimento di almeno 10 persone, di cui 3 in condizioni gravi, è stato riportato dal Times of Israel. Secondo quanto riferito, l’attentatore avrebbe investito intenzionalmente i civili con la sua auto, causando il panico tra i presenti. Le forze di polizia, intervenute prontamente sul luogo, hanno intercettato il veicolo e hanno neutralizzato l’attentatore. Lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno israeliano, ha identificato l’aggressore come un palestinese proveniente dal nord della Cisgiordania. L’uomo era sposato con una cittadina arabo-israeliana e risiedeva in Israele.

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