Andrew Tate, il divisivo influencer di internet accusato in Romania di stupro, tratta di esseri umani e a capo di una banda criminale, ha vinto l’appello: annullati agli arresti domiciliari. Sarà comunque sottoposto a misure di controllo. La sua portavoce, Mateea Petrescu, ha reso noto che l’uomo non potrà lasciare il Paese e non gli sarà permesso di rimanere “in stretta vicinanza con nessuno degli altri imputati, nessuno dei testimoni o nessuna delle presunte vittime e dei loro parenti stretti”. “Questo è un risultato positivo che ci dà fiducia – ha dichiarato l’avvocato –. Siamo sicuri che all’orizzonte si vedranno sviluppi più favorevoli”. La decisione della Corte d’appello di Bucarest arriva dopo che i pubblici ministeri, a giugno, avevano formalmente incriminato, nello stesso caso, il 36enne Tate insieme a suo fratello, Tristan, e a due donne rumene. Tutti e quattro sono stati arrestati a fine dicembre nei pressi di Bucarest, negando le accuse nei loro confronti. La decisione del Tribunale afferma che tutti gli imputati saranno soggetti a restrizioni geografiche che li limiteranno ai territori del comune di Bucarest e della vicina contea di Ilfov.
Le parole di Tate
“Siamo innocenti – ha dichiarato Andrew Tate davanti alla sua grande casa vicino a Bucarest -. A gennaio, quando sono stato arrestato, i media avevano riferito e detto al mondo che ero una persona terribile, che ferivo le persone e che guadagno un sacco di soldi grazie ad alcune imprese criminali. Ora sono passati otto mesi e non ho visto una sola vittima parlare. Ho visto però molte persone difendermi”.