domenica, 28 Novembre, 2021
Politica

Quella diretta non è una vera democrazia

Uno dei maggiori problemi che ha incontrato l’adozione della democrazia diretta si identifica con il fatto che un tempo era difficile fare votare continuamente i cittadini sulle diverse proposte di legge. La situazione si è modificata nei tempi più recenti grazie al web: attraverso questo strumento, infatti, è agevole fare pronunciare i cittadini sulle diverse proposte di legge.

Domande senza risposta

Ma ci si deve chiedere: risponde realmente al vero che la democrazia diretta è garanzia di partecipazione e democraticità ? La  risposta non è del tutto positiva.

Chi elabora le varie proposte di legge e secondo quali criteri ? In astratto, tale compito potrebbe essere assolto dal potere esecutivo, che, però, non si comprende bene in base a quali criteri esso possa essere formato. A quali principi politici un potere esecutivo, formato in base a regole non chiare, può esprimere un indirizzo politico, funzionale agli interessi del popolo ? Quesiti, purtroppo, destinati a rimanere senza risposta.

Rischio tirannide della maggioranza

Vi è, poi, un ulteriore e più grave problema, se è vero che non si comprende bene in base a quali procedure si formi il consenso tra i cittadini, se è vero che non esiste certezza che in un sistema istituzionale come quello in esame non vi siano gruppi di potere, in grado di influenzare il consenso della popolazione. Sotto tale aspetto, con un bisticcio di parole, vien fatto di dire che la democrazia diretta non dà garanzie di democraticità: non a caso, sovente,  viene richiamata la tirannia della maggioranza. La maggioranza, insomma, in tali contesti è legittimata ad assumere qualsiasi decisioni, in pregio alla minoranza, senza che su di esse possano essere effettuati controlli.

Decisioni del popolo e interesse generale

Da ultimo, vi è un più grave problema ed esso si identifica con la circostanza che al popolo non possano essere demandate tutte le decisioni. Al riguardo, non è un caso che le costituzioni moderne contengano istituti di democrazia diretta, solo che al popolo alcune materie vengono sottratte alla decisione popolare.

Al riguardo, è significativo che la nostra Costituzione, nel disciplinare, all’art. 75 un istituto di democrazia diretta, quale è appunto il referendum abrogrativo, escluda che esso possa trovare applicazione rispetto allee materie tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, nonché di autorizzazione a ratificare i trattati internazionali.

La ragione di tale disciplina è evidente, se è vero che, tendenzialmente, i cittadini nelle materie tributaria e di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali adotterebbero decisioni non in sintonia con l’interesse generale.

Da ultimo la sottrazione delle leggi in materia di amnistia e di indulto si giustifica, tendo conto che i votanti potrebbero assumere decisioni condizionate dalla emotività.

In definitiva, la democrazia diretta è una ideologia elaborata sulla base di esigenze non reali ed essa non assicura, in alcun modo l’adozione di decisioni funzionali all’interesse generale.

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