Il Kenya ha confermato il suo primo caso di Ebola legato all’epidemia in corso nella Repubblica Democratica del Congo, un evento che ha immediatamente attivato le misure di emergenza sanitarie nel Paese e riacceso l’attenzione internazionale sulla diffusione del virus nell’Africa orientale.
Il paziente, un cittadino keniota che viveva nella Repubblica Democratica del Congo da diversi anni, aveva manifestato sintomi per circa un mese prima di intraprendere un viaggio che lo ha portato attraverso l’Uganda fino a Nairobi. Dopo l’arrivo nella capitale keniota, le sue condizioni sono peggiorate rapidamente. Ricoverato in ospedale con febbre, brividi e altri sintomi compatibili con l’infezione, è stato posto in isolamento ma è deceduto poche ore dopo.
Le autorità sanitarie hanno immediatamente avviato le procedure di tracciamento dei contatti. Diversi familiari e numerosi operatori sanitari che hanno avuto contatti con il paziente sono stati messi in quarantena e sottoposti a monitoraggio costante. Parallelamente è partita la ricerca dei passeggeri e dei membri dell’equipaggio che si trovavano sul volo utilizzato dall’uomo per raggiungere il Kenya.
L’episodio rappresenta una nuova sfida per una regione che negli ultimi mesi ha già dovuto affrontare casi importati di Ebola. Sebbene alcuni Paesi siano riusciti a interrompere rapidamente le catene di trasmissione, l’ampia epidemia che interessa la Repubblica Democratica del Congo continua a preoccupare gli esperti. Il focolaio, associato al raro ceppo Bundibugyo del virus, è infatti tra i più estesi mai registrati e ha provocato migliaia di vittime.
La comparsa del caso in Kenya ha anche sollevato interrogativi sull’efficacia dei controlli sanitari alle frontiere. Secondo le autorità, il paziente è riuscito a superare gli screening aeroportuali perché alcuni farmaci potrebbero aver temporaneamente attenuato i sintomi più evidenti, in particolare la febbre. Rimangono inoltre dubbi sul percorso seguito durante il viaggio e sulle modalità con cui avrebbe attraversato alcune aree soggette a particolari restrizioni.





