0

Crosetto rilancia la lezione della DC: “Prima capire le persone”

A Saint-Vincent il dibattito sul libro di Gianfranco Rotondi attraversa mezzo secolo di politica. Delmastro guarda alla svolta conservatrice, Santanchè alla pluralità della coalizione. Sbarra: “Centralità della persona, lavoro e solidarietà sono valori che parlano ancora al presente”
domenica, 4 Ottobre 2026
6 minuti di lettura

“Le stagioni della politica passano. I partiti cambiano. I leader cambiano. Le maggioranze cambiano. Quello che non dovrebbe cambiare è il senso di responsabilità verso l’Italia”. È il passaggio con cui il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha segnato parte della seconda giornata del convegno annuale di Saint-Vincent, dedicato quest’anno a “Il partito italiano, dalla DC a Berlusconi a Meloni”, il volume di Gianfranco Rotondi che ripercorre quasi mezzo secolo di storia politica attraverso i suoi articoli. La tre giorni, in programma fino a oggi con il patrocinio del Comune di Saint-Vincent e la partnership del quotidiano La Discussione, ha riunito anche oggi esponenti delle istituzioni e della politica attorno alla tesi al centro del libro: la continuità di un’area elettorale passata attraverso la Democrazia Cristiana, la stagione berlusconiana e l’attuale Centrodestra. Nel corso della mattinata sono intervenuti, tra gli altri, Alessandro Sorte, Giorgio Merlo, Luciano Ciocchetti, Daniela Santanchè, Agostino Ghiglia e Bartolomeo Giachino.

“La politica ha senso se serve le persone”

Crosetto ha affidato a una lettera indirizzata a Rotondi il proprio contributo alla presentazione del volume. Il Ministro ha spiegato di aver ritrovato nel titolo tre stagioni che hanno attraversato anche la sua esperienza personale: “La mia storia politica è iniziata nella Democrazia Cristiana. È quella formazione, ancora oggi, fa parte del mio modo di guardare alla politica”. Nel testo ha ricordato gli incontri con Guido Bodrato, Carlo Donat-Cattin e Giovanni Goria e la lezione ricevuta da quella scuola: prima di rappresentare qualcuno occorre “cercare di capire le persone”, i loro problemi, le speranze e ciò di cui hanno bisogno. Un principio che, secondo il Ministro, conserva il proprio valore oltre partiti e schieramenti.

Il secondo passaggio della lettera riguarda Silvio Berlusconi, al quale Crosetto riconosce di aver cambiato profondamente “il linguaggio, la comunicazione, il rapporto diretto con gli elettori” e il modo di costruire e interpretare il Centrodestra. Il ministro ricorda anche un tratto personale dell’ex Presidente del Consiglio: “Con Silvio non mancava mai l’ironia”.

La terza stagione è quella di Giorgia Meloni. Crosetto ricorda la fondazione di Fratelli d’Italia insieme con il Presidente del Consiglio e Ignazio La Russa e sottolinea la determinazione che le riconosce fin da allora. Nella sua lettura, la stabilità politica consente a un Paese di programmare, assumere decisioni e affrontare problemi che richiedono tempi lunghi. Il Ministro richiama anche il rapporto costruito negli anni con Meloni, fatto di “lavoro, discussioni, confronti e anche momenti difficili”. Il filo che lega le tre fasi raccontate da Rotondi, sostiene, passa proprio dalla possibilità di discutere senza perdere di vista la responsabilità verso le istituzioni e il Paese. La conclusione torna alla lezione appresa nella DC: “La politica ha senso se serve le persone, le istituzioni e il Paese”.

“Tre vite politiche per Rotondi”

Andrea Delmastro delle Vedove, Sottosegretario di Stato alla Giustizia
Andrea Delmastro delle Vedove, Sottosegretario di Stato alla Giustizia

Andrea Delmastro ha letto il percorso di Gianfranco Rotondi attraverso tre diverse stagioni, dalla Democrazia Cristiana fino a Fratelli d’Italia. E proprio il Deputato di Fdi ha definito Rotondi un uomo capace di dialogare e, allo stesso tempo, “inflessibile sui valori”, per poi sostenere che il suo percorso politico abbia seguito il filo della costruzione di un’area conservatrice: “Gianfranco Rotondi ha avuto almeno tre vite politiche”, ha affermato Delmastro: quella di “un partito conservatore immaginario all’interno della DC”, quella di “un partito conservatore possibile all’interno di Forza Italia e del Pdl” e infine quella di “un partito conservatore realizzato all’interno di Fratelli d’Italia”.

Secondo Delmastro Giorgia Meloni non ha cercato di riproporre esperienze politiche del passato, ma ha puntato alla costruzione di un “partito conservatore italiano”. Nel suo intervento ha quindi collegato la storia democristiana raccontata nel volume alla successiva evoluzione del Centrodestra, indicando nel contributo culturale di uomini provenienti dalla DC uno degli elementi confluiti in quel percorso.

“Tornare al rapporto con persone e territorio”

Il confronto della mattinata ha riportato più volte al centro il tema della rappresentanza. Il Deputato di Forza Italia Alessandro Sorte ha indicato nel rapporto con persone e territorio uno dei tratti della tradizione democristiana che, a suo giudizio, conserva valore. Ha richiamato la propria esperienza negli enti locali e l’importanza di una politica costruita attraverso sezioni, coordinatori e reti territoriali. Nel passaggio dalla DC a Berlusconi, Sorte ha sottolineato la capacità del fondatore di Forza Italia di riunire culture provenienti non soltanto dalla Democrazia Cristiana, ma anche dalle esperienze socialista e liberale. Una costruzione politica che, nella sua lettura, trovò un elemento comune nell’alternativa alla Sinistra.

“Interesse nazionale e crescita”

L’ex Sottosegretario di Stato ai tempi del Governo Berlusconi Bartolomeo Giachino ha spostato il confronto sul terreno economico. Per l’ex esponente democristiano, la situazione internazionale e le difficoltà sul fronte della competitività impongono una riflessione sulla politica industriale. Nel suo intervento ha dedicato particolare attenzione al settore automobilistico, definito “la fabbrica delle fabbriche” per il numero di aziende e attività di ricerca legate alla filiera. La sua proposta politica si concentra su due riferimenti: “Interesse nazionale” e crescita. Secondo Giachino, lo sviluppo resta indispensabile per ridurre il peso del debito e degli interessi e liberare risorse per scuola, ricerca e sanità. In questo quadro ha richiamato l’anima sociale della DC e la sua capacità di rappresentare le fasce della popolazione con maggiori difficoltà.

Ciocchetti e la sfida dei moderati

Da sinistra a destra: Il Direttore de La Discussione, Giampiero Catone, l'On. Gianfranco Rotondi e il Ministro degli Affari Europei, Tommaso Foti
Da sinistra a destra: Il Direttore de La Discussione, Giampiero Catone, l’On. Gianfranco Rotondi e il Ministro degli Affari Europei, Tommaso Foti

Il Deputato di FdI Luciano Ciocchetti ha affrontato il tema della collocazione della tradizione democristiana nell’attuale Centrodestra. Nel suo intervento ha indicato la prospettiva di una forza capace di mettere insieme Destra politica, moderati e centro, con l’obiettivo di ampliare la rappresentanza e dare stabilità al processo politico. Il dibattito ha così riportato al centro una delle domande poste dal volume di Rotondi: che cosa resta, dopo la fine della DC, del suo elettorato, dei suoi valori e della cultura politica che per decenni ha attraversato la società italiana.

“Da soli non si vince”

La Senatrice Daniela Santanchè
La Senatrice Daniela Santanchè

La Senatrice Daniela Santanchè ha legato il tema del libro alla tenuta della coalizione. Dopo aver ricordato l’esperienza da Sottosegretaria con Rotondi Ministro, ha rivendicato la propria identità politica di Destra, ma ha posto l’accento sulla pluralità del Centrodestra: “Siamo una coalizione, siamo una squadra”. Per lei la capacità attribuita a Meloni è quella di tenere insieme sensibilità differenti. L’ex Ministra del Turismo ha quindi richiamato il ruolo storico della Democrazia Cristiana e il rapporto tra quell’elettorato e l’attuale assetto politico, per poi insistere sulla necessità di una presenza radicata nei territori, capace di parlare al ceto medio, al lavoro e al mondo produttivo.

Il libro come filo della giornata

Agostino Ghiglia, componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali, ha scelto invece di concentrare il proprio contributo sul volume di Rotondi. Dopo aver ricordato la propria precedente esperienza politica e l’attuale impegno sui temi della protezione dei dati personali, ha richiamato la premessa del libro, nella quale l’autore parte dalla breve durata della cronaca quotidiana per ricostruire attraverso gli articoli un percorso politico più ampio. È proprio il libro a fare da filo conduttore alla seconda giornata: non soltanto una ricostruzione della DC, ma un confronto sulle trasformazioni che hanno accompagnato il suo elettorato e la sua cultura politica nei decenni successivi.

“Dalla DC valori che parlano ancora al presente”

Al confronto di Saint-Vincent è arrivato anche il contributo del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche per il Sud, Luigi Sbarra, che ha affidato a un messaggio indirizzato a Gianfranco Rotondi il proprio saluto ai partecipanti. Impegni istituzionali già programmati non gli hanno consentito di essere presente, ma Sbarra ha voluto soffermarsi sul filo che unisce le tre stagioni richiamate dal titolo del convegno. Per il Sottosegretario, tornare alla storia della Democrazia Cristiana significa interrogarsi sull’attualità di alcuni principi che ne hanno segnato la cultura politica: “Il senso delle istituzioni, la centralità della persona, la qualità del lavoro, la solidarietà, la responsabilità sociale, la partecipazione e la capacità di tenere insieme libertà e interesse generale”. Valori che, ha scritto, appartengono alla storia repubblicana ma “possono continuare a parlare al presente”, attraverso forme e linguaggi adeguati al tempo attuale.

Sbarra si è poi complimentato con Rotondi per “Il Partito Italiano. Dalla DC a Berlusconi e Meloni”, nel quale individua un’occasione per rileggere alcuni passaggi della storia politica recente attraverso l’esperienza politica e giornalistica dell’autore. Nel messaggio ha ricordato anche Silvio Berlusconi, al quale attribuisce la capacità di “interpretare il cambiamento” e di dare vita a una nuova esperienza del centrodestra, con un’eredità politica e culturale che continua ad alimentare il dibattito pubblico.

L’ultimo passaggio riguarda Giorgia Meloni e la fase attuale. Per Sbarra quella storia prosegue oggi in una stagione diversa, nella quale la Presidente del Consiglio guida il Paese attraverso un’azione che, nella sua lettura, ha posto al centro “stabilità, visione strategica e capacità di incidere sul piano nazionale ed europeo”. Il significato del confronto di Saint-Vincent, conclude il Sottosegretario, sta proprio nella possibilità di comprendere ciò che arriva dalla storia e, allo stesso tempo, guardare “con responsabilità alle sfide del futuro”.

La mattinata ha visto anche gli interventi di Francesco Tufarelli, dirigente della Presidenza del Consiglio, dei deputati Francesco Saverio Romano e Giorgio Merlo, dell’avvocato Mimmo Salerno e Antonino Giannone, Presidente dell’Associazione Umanesimo ed Etica per la Società Digitale.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Verde è Popolare” avvia i motori. Balducci: nuovo ambientalismo. Rotondi: popolari senza confini

“Abbiamo creato una idea nuova diventata partito. Noi uniremo due…

“Unità per avvenire più ricco. Stop a tutte le guerre”

“Oggi Costituzione, Inno e Tricolore simboleggiano la Repubblica. Più vero…