0

Ospedali, fuga dalle corsie: dimissioni su del 150%, superati i pensionamenti

Nel 2025 lasciano volontariamente il Ssn 3.767 camici bianchi contro 2.876 arrivati a fine carriera. Anaao: “Per ogni 100 assunti , 43 scelgono di andare via”
sabato, 3 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

Il 2025 segna uno spartiacque per i medici ospedalieri italiani. Per la prima volta nel decennio 2015-2025, le dimissioni volontarie hanno superato i pensionamenti: 3.767 contro 2.876. Le uscite per scelta personale sono aumentate del 150% rispetto alle 1.503 del 2024 e hanno raggiunto il 3,5% dei medici in servizio nella sanità pubblica, una quota superiore anche a quella registrata nei mesi più critici della pandemia. I numeri emergono dall’analisi del Centro Studi Anaao Assomed, che ha elaborato i dati Onaosi, del Conto annuale dello Stato e del Mef sulle dinamiche del personale medico ospedaliero del Servizio sanitario nazionale tra il 2015 e il 2025.

Il fenomeno interessa gran parte del Paese. In 12 regioni su 20, nel 2025, i medici che hanno lasciato il Ssn prima della pensione hanno superato quelli arrivati al termine dell’attività lavorativa. Il divario risulta più marcato in Lazio, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna, dove i dimissionari sono da 2,4 a 3,3 volte i pensionati.

Il rapporto tra ingressi e uscite fotografa la pressione sugli organici: ogni 100 medici assunti a tempo indeterminato, 43 hanno presentato le dimissioni. Considerati anche pensionamenti e altre cause, le uscite complessive salgono a 77.

Più giovani negli ospedali, organici in crescita del 2,7%

L’indagine registra anche l’avvio del ricambio generazionale. Tra il 2015 e il 2024 l’età media dei medici ospedalieri si è ridotta di 2 anni e 7 mesi tra gli uomini e di 2 anni e 4 mesi tra le donne. Nello stesso periodo gli organici sono passati da 105.380 a 108.243 unità, con un incremento del 2,7%. Un contributo è arrivato dal Decreto Calabria, che tra il 2019 e il 2025 ha consentito l’ingresso nel sistema di quasi 10mila giovani medici e ha coperto fino al 43% delle assunzioni a tempo determinato.

Restano forti differenze territoriali. Nell’ultimo decennio il Centro-Nord ha guadagnato 4.029 medici, pari al 5,9%, mentre il Mezzogiorno ne ha persi 1.166, con una flessione del 3,1%.

Le riduzioni maggiori degli organici riguardano Basilicata, con il -24,6%, Molise, -17,2%, Valle d’Aosta, -14,2%, e Calabria, -12,6%.

“Un vero e proprio esodo”

“Non si tratta di una fisiologica mobilità professionale, ma di un vero e proprio esodo”, afferma il Segretario nazionale di AnaaoAssomed Pierino Di Silverio. Il sindacato indica tra le cause turni pesanti, retribuzioni non allineate a quelle europee, condizioni di lavoro al limite del burnout, carichi burocratici e aggressioni nei reparti. Secondo Di Silverio a lasciare sono professionisti con un’età media intorno ai 48 anni. “Nel 2025, per ogni 100 medici assunti a tempo indeterminato, ben 43 si sono dimessi, riempiendo di fatto una ‘vasca senza tappo’”.

Anaao Assomed chiede a Governo, Parlamento e Regioni un piano straordinario articolato in dieci interventi. Tra le proposte figurano la stabilizzazione del Decreto Calabria, il superamento del tetto di spesa per il personale, retribuzioni allineate a quelle europee, una riforma della responsabilità professionale e maggiori misure contro le aggressioni.

Il sindacato propone inoltre interventi su riposi, genitorialità e welfare, incentivi economici e di carriera per le sedi disagiate e il Mezzogiorno, un osservatorio nazionale permanente sulle dimissioni, una riforma della professione e misure per la sostenibilità psicofisica, la stabilità contrattuale e la valorizzazione delle carriere. “Il 2025 ci consegna un segnale d’allarme che nessuno può permettersi di ignorare”, conclude Di Silverio. “Il 2026 ci dirà se si è trattato di un incidente di percorso o dell’inizio di una frana”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Uguali per Costituzione”. Ma con tante difficoltà

Non spera e nemmeno auspica, Ernesto Maria Ruffini ha fede. Da servitore…

“Tassi, serve prudenza”: l’avviso della Banca d’Italia

“La politica monetaria deve essere bilanciata”. Sono state parole chiare…