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Usa-Iran, stallo sui negoziati. Teheran avverte: “Nuova guerra con gli Usa”. Trump: “Forse è meglio nessun accordo”

Trump minaccia l’Iran, gli Usa rafforzano il dispositivo militare in Medio Oriente

sabato, 3 Ottobre 2026
3 minuti di lettura

Donald Trump alza il livello dello scontro con l’Iran mentre gli Stati Uniti preparano un nuovo rafforzamento del dispositivo militare in Medio Oriente. Il presidente americano ha minacciato di colpire Teheran “molto duramente” qualora emergesse un coinvolgimento iraniano nell’aggressione contro il pilota di un volo Flydubai diretto a Tel Aviv.

L’attacco in volo

L’episodio è avvenuto mercoledì a bordo di un Boeing della compagnia emiratina. Il copilota omanita avrebbe aggredito con un coltello il comandante indiano Smit Machchhar, ferendolo gravemente e provocando una perdita di quota di circa 17 mila piedi in un minuto. L’aereo, con 174 persone a bordo, è stato successivamente deviato e fatto atterrare in Arabia Saudita.

Il comandante ha raccontato di essere riuscito, nonostante le ferite, ad aprire la porta della cabina. I passeggeri sono quindi intervenuti contribuendo a riprendere il controllo del velivolo. “Non potevo lasciare che tutte quelle persone morissero”, ha detto Machchhar in una videochiamata con il premier indiano Narendra Modi.

Le indagini dovranno stabilire il movente dell’aggressione e soprattutto se l’uomo abbia agito autonomamente o abbia ricevuto indicazioni dall’esterno. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che, secondo gli elementi raccolti finora, l’attentatore sarebbe stato radicalizzato e avrebbe avuto l’intenzione di far precipitare l’aereo. Netanyahu ha aggiunto che è in corso l’accertamento di un eventuale mandante.

Sospensioni e inchieste

In seguito all’incidente, Flydubai ha annunciato la sospensione dei voli da e per Tel Aviv fino al 15 ottobre.

La crisi ha avuto ripercussioni anche sui collegamenti tra Israele ed Emirati. El Al ha cancellato i voli di rimpatrio previsti per riportare in Israele i cittadini israeliani rimasti bloccati a Dubai. La compagnia ha spiegato che la decisione è conseguenza della revoca dell’autorizzazione all’atterraggio per le compagnie israeliane da parte delle autorità emiratine. I voli della prossima settimana restano, per ora, confermati, ma risultano già completi. Secondo Channel 12, la cancellazione è arrivata dopo ore di colloqui tra funzionari israeliani ed emiratini senza un accordo sulle necessarie autorizzazioni.

Sul fronte britannico, si amplia intanto l’inchiesta sull’incidente avvenuto nei pressi della base RAF Fairford, utilizzata dall’aeronautica americana anche per le operazioni contro l’Iran. La polizia antiterrorismo ha arrestato a Londra un uomo di 27 anni con doppia nazionalità britannica e iraniana, sospettato di preparazione di atti terroristici. Un secondo cittadino britannico di 26 anni è stato interrogato e sono state perquisite due abitazioni. Cinque uomini arrestati nei giorni precedenti nei pressi della base restano invece sotto inchiesta, dopo essere stati rilasciati su cauzione.

Le autorità britanniche stanno verificando anche l’ipotesi di un coinvolgimento di uno Stato straniero. Il premier britannico Andy Burnham ha parlato di “forti indicazioni” di un ruolo iraniano, mentre Teheran ha respinto le accuse. La polizia ha precisato che l’indagine è ancora in corso e che vengono esaminate tutte le possibili piste. Nei veicoli sequestrati non sono stati trovati ordigni esplosivi, ma è stata rinvenuta una quantità di carburante.

Politica e strategia

Sul piano politico interno, la Corte Suprema israeliana ha intanto revocato la decisione della Commissione elettorale centrale di escludere dalle elezioni del 27 ottobre i partiti arabi Lista Comune e Ra’am, oltre al deputato Ofer Cassif. I giudici hanno stabilito che il materiale presentato non soddisfaceva i criteri previsti dalla giurisprudenza per la squalifica delle liste. Quanto a Cassif, la Corte ha preso le distanze dalle sue dichiarazioni e azioni, ma ha comunque revocato l’esclusione.

Il leader di Balad, Sami Abu Shehadeh, ha invece ritirato la propria candidatura dopo che i giudici avevano indicato un orientamento favorevole alla sua esclusione.

Sul piano militare, Washington prepara intanto un nuovo dispiegamento. Secondo il Wall Street Journal, il Pentagono sta inviando in Medio Oriente un terzo gruppo d’attacco incentrato sulla portaerei USS Theodore Roosevelt, insieme ad altre unità del Corpo dei Marines. Il dispositivo dovrebbe portare nella regione tra 9.000 e 10.000 militari aggiuntivi.

Navi, aerei da combattimento, Marines e personale della Marina dovrebbero arrivare nell’area entro la fine di novembre. Il rafforzamento avviene mentre Trump valuta la possibilità di riprendere gli attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato.

Intervenendo in Texas, Trump ha sostenuto che Teheran sarebbe “pronto a cedere” e ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero chiudere la guerra “subito dopo le elezioni”, senza escludere una conclusione anticipata. Ha inoltre indicato come obiettivo una rapida riduzione dei prezzi dell’energia.

Intanto il Brent è sceso sotto i 100 dollari al barile, mentre il Wti è arretrato sotto quota 90. La discesa è stata collegata alle indiscrezioni su un possibile rilascio delle riserve strategiche europee. Il quadro resta tuttavia condizionato dall’incertezza sulla guerra e dalla possibilità di una nuova escalation tra Washington e Teheran.

Paolo Falconio

Paolo Falconio

Membro del Consejo Rector de Honor e conferenziere de la Sociedad de Estudios Internacionales (SEI)

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