Paraguay e Taiwan hanno riaffermato pubblicamente i loro legami diplomatici in un momento di forte pressione da parte della Cina, che continua a corteggiare i pochi alleati rimasti a Taipei nel tentativo di isolarla sulla scena internazionale. L’annuncio è arrivato al termine di una serie di incontri bilaterali ad Asunción, durante i quali il governo paraguaiano ha ribadito che non intende riconsiderare il riconoscimento di Taiwan come unico governo legittimo della Cina, una posizione che mantiene da oltre sei decenni.
Secondo fonti diplomatiche, Pechino avrebbe intensificato negli ultimi mesi le sue manovre per convincere il Paraguay a cambiare schieramento, offrendo investimenti, accesso privilegiato al mercato cinese e programmi infrastrutturali nell’ambito della Belt and Road Initiative. Ma il presidente paraguaiano ha respinto le pressioni, definendo Taiwan “un partner affidabile e strategico”, e sottolineando che la cooperazione bilaterale in agricoltura, tecnologia e istruzione rappresenta un pilastro dello sviluppo nazionale. Taipei ha accolto con favore la posizione di Asunción, ricordando che il Paraguay è oggi l’unico Paese del Sud America a mantenere relazioni formali con l’isola.
Per il governo taiwanese, la conferma dell’alleanza è un segnale importante in un contesto in cui diversi Stati, soprattutto in America Latina e nel Pacifico, hanno recentemente abbandonato Taipei per stabilire rapporti con Pechino. Gli analisti osservano che la scelta del Paraguay ha anche una dimensione geopolitica: mantenere un legame con Taiwan significa rafforzare la cooperazione con Stati Uniti e Giappone, entrambi impegnati a contrastare l’espansione dell’influenza cinese nella regione. Tuttavia, la pressione economica di Pechino rimane forte, e il futuro dell’alleanza dipenderà dalla capacità di Taipei di offrire benefici concreti e competitivi.






