Chiaramente la decisione della Corte Suprema americana sui dazi riapre il confronto politico in Italia, tra richiami alla prudenza nei rapporti con Washington e critiche alla linea del governo. In un’intervista a ‘La Stampa’ il Ministro delle Imprese Adolfo Urso invita e ricorda che gli Stati Uniti rappresentano “non solo il nostro principale mercato extraeuropeo, ma anche il principale alleato politico e militare”, fondamentale per la difesa e la libertà del continente e per garantire le linee di approvvigionamento.
Urso sottolinea che la sentenza della Corte Suprema “era nell’aria da tempo” e che “la reazione dei mercati lo conferma”. Quanto alla task force convocata sull’emergenza, il Ministro afferma che “ha fatto bene” Antonio Tajani a riunirla per ascoltare le imprese e ha aggiunto però che “non c’è alcuna emergenza, ma la necessità di agire come sistema Paese”.
Sull’annuncio di Trump di nuovi dazi al 15% per tutti, Urso li definisce “misure transitorie” e ha osservato che, se applicati indistintamente, ridurrebbero il vantaggio competitivo acquisito dall’Unione europea rispetto a Cina e altri Paesi. “Valuteremo insieme agli altri partner cosa fare”, aggiunge, escludendo “fughe in avanti”.
Più netta la posizione del Presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri che definisce quella dei dazi “una politica sbagliata, giustamente bocciata dalla Corte Suprema americana”. L’esponente azzurro elogia l’azione di tutela delle imprese svolta da Tajani e sottolinea che le esportazioni italiane sono cresciute “nonostante i dazi”. Per Gasparri è positivo un coordinamento internazionale a sostegno del mercato libero, che “fa crescere l’economia”, mentre la politica tariffaria “crea soltanto ostacoli e danni per tutti”.
Della Vedova attacca
Di segno opposto l’intervento del Deputato di +Europa Benedetto Della Vedova, che in una nota osserva come la decisione della Corte Suprema dimostri che lo Stato di diritto negli Stati Uniti “non è (ancora) stato spazzato via”, ma giudica “durissime” le parole di Trump contro i giudici, interpretandole come un tentativo di mettere in discussione i fondamenti dello Stato di diritto.
Della Vedova chiede una presa di posizione chiara da parte dell’Unione europea e dei leader politici e accusa Giorgia Meloni di non difendere fino in fondo “la nostra cultura costituzionale dei limiti al potere” e l’interesse europeo. Cita le parole del Cancelliere tedesco Friedrich Merz e critica alcune scelte politiche di Meloni, dal rapporto con l’area Maga alla prefazione affidata al vicepresidente J.D. Vance per un suo libro, fino alla partecipazione a uno spot a sostegno di Viktor Orbán. “Con Trump bisogna fare i conti per ridurre i danni”, conclude, ma senza assecondarne la visione del potere.



