Donald Trump ha ordinato al Pentagono e alle agenzie federali di rendere pubblici tutti i documenti classificati relativi agli UFO e alla presenza aliena. L’annuncio, rilanciato da media conservatori e da alcuni esponenti del Congresso, ha riacceso il dibattito su uno dei temi più controversi della politica americana: il rapporto tra governo e fenomeni non identificati. Secondo fonti vicine all’ex presidente, l’ordine riguarda migliaia di pagine custodite da enti come la NASA, la CIA e il Dipartimento della Difesa, inclusi rapporti di avvistamenti, analisi radar e testimonianze di piloti militari.
Trump avrebbe motivato la decisione con la necessità di “trasparenza assoluta” e con l’obiettivo di “restituire al popolo americano ciò che gli è stato nascosto per decenni”. La mossa arriva in un momento di crescente attenzione pubblica: negli ultimi anni, il Congresso ha tenuto audizioni ufficiali sul tema, e il Pentagono ha confermato l’esistenza di programmi di monitoraggio sugli UAP (fenomeni aerei non identificati). Tuttavia, la pubblicazione integrale dei file non era mai stata autorizzata da un presidente in carica.
Gli scettici parlano di manovra elettorale, mentre i sostenitori della disclosure esultano. Alcuni analisti avvertono che la declassificazione potrebbe sollevare interrogativi sulla sicurezza nazionale, soprattutto se i documenti rivelassero tecnologie avanzate o contatti non autorizzati. Resta da capire quali file verranno effettivamente resi pubblici e con quali limiti.
Ma una cosa è certa: l’ordine di Trump segna un punto di svolta nella lunga storia americana di segreti celesti e verità negate. E promette di trasformare il mistero degli UFO in un tema da prima pagina.



