Gli Stati Uniti hanno intensificato le accuse secondo cui la Cina avrebbe condotto un test nucleare segreto nel suo sito di Lop Nur, rilanciando un dossier che da anni alimenta sospetti e tensioni tra le due potenze. Secondo funzionari statunitensi, nuove analisi di immagini satellitari e rilevamenti sismici suggerirebbero attività anomale compatibili con un test a bassa potenza, potenzialmente in violazione dello spirito — se non della lettera — del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari. Pechino respinge con fermezza ogni accusa, definendola “propaganda infondata”, ma la questione rischia di aggravare ulteriormente un rapporto già segnato da rivalità strategica e diffidenza reciproca. Le fonti americane sostengono che l’area di Lop Nur, storicamente utilizzata per i test nucleari cinesi, avrebbe mostrato negli ultimi mesi un’intensificazione dei lavori infrastrutturali, compresi nuovi tunnel e strutture di supporto. Gli analisti ritengono che tali attività possano indicare preparativi per esperimenti subcritici o test di componenti avanzate, difficili da rilevare ma cruciali per lo sviluppo di armi di nuova generazione. Washington afferma che la mancanza di trasparenza da parte di Pechino rende impossibile verificare la natura delle operazioni, alimentando il sospetto che la Cina stia cercando di accelerare la modernizzazione del proprio arsenale. La Cina, dal canto suo, accusa gli Stati Uniti di voler creare un clima di tensione per giustificare il rafforzamento della propria postura militare nell’Indo‑Pacifico. Pechino ribadisce di rispettare una moratoria sui test nucleari e denuncia quella che definisce una “campagna di disinformazione” volta a contenere la sua ascesa strategica. Alcuni osservatori internazionali sottolineano che, in assenza di prove definitive, la disputa rischia di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro politico più che tecnico.



