Come se già le tensioni internazionali fossero poche, ieri si è riaccesa, e non di poco, la tensione diplomatica tra Teheran e l’Italia per un gesto davvero difficile da comprendere: il deputato iraniano Mojtaba Zarei durante la sessione inaugurale del Parlamento iraniano ha strappato una fotografia che ritraeva alcuni leader occidentali, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un episodio particolarmente grave, quello avvenuto nell’aula parlamentare della capitale iraniana e che ha provocato una reazione immediata delle istituzioni italiane.

Secondo quanto emerso da un video diffuso da Iran International, emittente con sede a Londra rivolta alla diaspora iraniana, lo stesso deputato avrebbe accompagnato il gesto con un duro attacco all’Europa e agli Stati Uniti e accusato il continente di essere “la patria del fascismo e del nazismo” per poi dire che “il corrotto Trump ha abbandonato l’Europa”. Nel suo intervento Zarei ha inoltre denunciato un presunto insulto all’immagine della Guida Suprema, prima di strappare e gettare nel cestino la fotografia che ritraeva, oltre a Mattarella, anche importanti rappresentanti europei come Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Roberta Metsola. Nell’immagine compariva anche il volto di Isabella Tovaglieri, l’Europarlamentare di Busto Arsizio che, qualche giorno fa, nell’emiciclo di Strasburgo aveva espresso opinioni contro il regime di Teheran subendo poi minacce di morte.
“Fatto increscioso”
Dura la presa di posizione del Ministro degli Esteri che ha parlato di “fatto increscioso” e ha annunciato, come conseguenza, la convocazione dell’ambasciatore iraniano a Roma per chiedere chiarimenti ufficiali. Per il Vicepremier lo strappo della fotografia del Capo dello Stato costituisce “un atto ostile nei confronti del nostro Paese” e delle sue istituzioni. Tajani ha espresso solidarietà a Mattarella e ha sottolineato che la gravità dell’episodio deriva anche dal contesto in cui si è verificato, cioè la sede del Parlamento di Teheran, in una fase già segnata da tensioni nei rapporti tra Iran e Unione europea.
Ovviamente la convocazione del rappresentante diplomatico iraniano punta a ottenere una posizione formale delle autorità di Teheran e a ribadire la tutela delle istituzioni italiane sul piano internazionale. Quanto accaduto a Teheran ha immediatamente scatenato una ridda di messaggi che hanno condannato senza mezzi termini il gesto con relativa solidarietà arrivata dai vertici del Parlamento. Il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha parlato di “grave gesto” e di attacco rivolto non solo alla figura di Mattarella, ma all’Italia e alle democrazie occidentali. Il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso “convinta e affettuosa solidarietà” al Capo dello Stato a nome di Palazzo Madama e ha parlato della necessità di una risposta istituzionale ferma.
“Offesa all’Italia”
Alle reazioni istituzionali si sono aggiunte quelle dei gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia che hanno definito il gesto “esecrabile” e rivolto contro l’intero popolo italiano. Il Presidente di Noi moderati Maurizio Lupi ha chiesto scuse immediate da parte del governo iraniano, mentre la Ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati ha parlato di offesa alle istituzioni italiane. Ma le reazioni si sono estese a numerosi esponenti politici di maggioranza e opposizione. Rappresentanti di Italia viva hanno definito l’episodio un attacco alla sovranità italiana e hanno chiesto chiarimenti diplomatici.
Dal Partito democratico Peppe Provenzano ha ribadito la solidarietà a Mattarella e la condanna del regime iraniano, mentre il Senatore Filippo Sensi ha sollecitato iniziative diplomatiche rapide. Anche altri parlamentari hanno preso posizione. La Vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, del Movimento 5 Stelle, ha richiamato il ruolo del Presidente della Repubblica come garante dei principi costituzionali. Il Senatore Ivan Scalfarotto ha definito il gesto intollerabile. Dalla Lega il Vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha parlato di attacco ai valori democratici europei. Una nota di Patto per il Nord ha espresso sostegno al Capo dello Stato e ha collegato l’episodio al contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti.



