I legislatori del New Mexico hanno avviato un’indagine approfondita sul ranch di Jeffrey Epstein, la vasta proprietà nel deserto che per anni è rimasta al centro di sospetti e testimonianze inquietanti. La decisione arriva dopo nuove rivelazioni emerse da documenti giudiziari e da dichiarazioni di ex dipendenti, che suggeriscono che la struttura potrebbe aver ospitato attività illecite legate alla rete di traffico e sfruttamento costruita dal finanziere. Il ranch, ufficialmente utilizzato come residenza privata e centro di ricerca, è stato per lungo tempo avvolto da un’aura di mistero, alimentata dalla sua posizione isolata e dalla presenza di infrastrutture considerate insolite per una proprietà privata. La commissione legislativa incaricata dell’inchiesta ha dichiarato che l’obiettivo è chiarire eventuali responsabilità locali e verificare se funzionari statali abbiano ignorato segnali d’allarme o concesso autorizzazioni senza adeguati controlli. Alcuni parlamentari hanno sottolineato che il New Mexico, a differenza di altri Stati coinvolti nel caso Epstein, non ha mai condotto un’indagine sistematica sulla proprietà, nonostante le accuse che circolano da anni. L’inchiesta potrebbe includere audizioni pubbliche, sopralluoghi e l’analisi di documenti amministrativi relativi ai permessi edilizi e alle attività svolte all’interno del ranch. La riapertura del dossier ha riacceso il dibattito sulla capacità delle istituzioni di prevenire abusi da parte di individui potenti e ben collegati. Le associazioni per i diritti delle vittime hanno accolto con favore l’iniziativa, definendola un passo necessario per fare luce su una vicenda che continua a generare domande irrisolte. Alcuni residenti della zona, invece, temono che l’indagine possa trasformarsi in un caso politico più che giudiziario, attirando l’attenzione nazionale su una comunità che per anni ha cercato di prendere le distanze dalla figura di Epstein.



