0

Artigianato, 2025 di tenuta: oltre 1,23 milioni di imprese. Ma in dieci anni perse 128mila attività

Saldo positivo di 187 unità grazie al calo delle chiusure. Costantini: “Ora riformare la legge quadro del 1985”
lunedì, 16 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

Lo stock di imprese artigiane chiude il 2025 con una sostanziale stabilità, attestandosi a oltre 1,23 milioni di attività e confermando il trend degli ultimi anni. La differenza tra iscrizioni e cessazioni – al netto delle chiusure d’ufficio operate dalle Camere di commercio – registra un saldo positivo di 187 unità. Un dato incoraggiante nel breve periodo, che tuttavia non cancella un andamento strutturalmente negativo: negli ultimi dieci anni il comparto ha perso complessivamente 128mila imprese.

Maggiore capacità di resistere

In un contesto segnato da tensioni geopolitiche e commerciali e dalla debolezza della domanda interna, l’artigianato italiano ha dimostrato nel 2025 una maggiore capacità di resistere alle fasi congiunturali avverse. L’intero sistema produttivo archivia l’anno con un saldo positivo di oltre 56mila imprese, mentre la performance dell’artigianato si colloca in linea con i risultati del quadriennio 2021-2024.

L’indagine sulle flessioni

Secondo l’elaborazione dei dati Unioncamere/Movimprese, la tenuta del comparto è legata in particolare alla flessione delle chiusure. Il numero medio annuo delle cessazioni si attesta a poco più di 79mila unità, un livello significativamente inferiore rispetto al periodo 2009-2020, quando – attraversando tre gravi crisi economiche – la media superava le 105mila chiusure l’anno. In quegli anni i saldi risultavano fortemente negativi: -27mila nel 2013 e oltre -20mila nel 2012 e nel 2014, anche a causa della forte concentrazione dell’artigianato in settori particolarmente esposti alla congiuntura, come manifattura e costruzioni.

Filiere più solide

Il calo della mortalità d’impresa osservato negli ultimi anni suggerisce che le aziende artigiane abbiano rafforzato la propria resilienza, facendo tesoro delle crisi globali. Nonostante la dimensione ridotta e il frequente inserimento in filiere del valore guidate da grandi imprese, oggi appaiono mediamente più solide rispetto al passato.

Le dinamiche territoriali

Il quadro nazionale, tuttavia, nasconde dinamiche territoriali differenziate. Rispetto al 2024, lo stock di imprese artigiane rimane invariato nel Nord Ovest; cresce nel Mezzogiorno (+0,1%) e nel Nord Est (+0,2%); mentre registra una flessione nell’Italia Centrale (-0,3%).

La classifica delle Regioni

Nel dettaglio, nel Nord Ovest la variazione positiva della Lombardia (+0,2%) compensa le contrazioni di Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria. Nel Mezzogiorno la crescita si concentra in sole due regioni: Sicilia (+0,4%) e Sardegna (+0,8%), mentre nelle altre sei si osserva una dinamica negativa o stagnante. Andamento opposto nel Nord Est, dove il numero di imprese artigiane aumenta in tutte le regioni, con un significativo +1,5% in Trentino-Alto Adige. Nel Centro, invece, Toscana (-0,6%), Umbria (-0,7%) e Marche (-0,5%) condividono una contrazione rilevante.

Modernizzare la legge quadro

La tenuta dell’artigianato conferma la grande capacità della piccola impresa di adattarsi ai cicli negativi e alle profonde trasformazioni dei mercati”, commenta il presidente della CNA, Dario Costantini, “ma evidenzia al tempo stesso la necessità di modernizzare la legge quadro sull’artigianato, che risale al 1985. La delega al Governo per la riforma contenuta nella legge annuale sulle Pmi rappresenta una grande opportunità per ridare slancio a un comparto essenziale per il Made in Italy”

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

Lavoro e Veronese (Uil): Cassa integrazione, segnali di difficoltà per l’intero sistema produttivo

Cassa integrazione, dalle ore autorizzate nuovo segnale di difficoltà per…

Energia e Superbonus. Granelli (Confartigianato): “Priorità al taglio delle bollette e Bonus edilizia”

“Ridurre i costi dell’energia e l’impatto dell’inflazione e risolvere il…