È una delle vicende di cronaca più ‘monitorate’ degli ultimi giorni e il Ministro della Salute Orazio Schillaci è sceso in campo in prima persona per definire “inaccettabile” quanto accaduto al bambino di due anni ricoverato a Napoli, al quale è stato trapiantato un cuore gravemente danneggiato, e annuncia l’immediato avvio di verifiche per accertare eventuali responsabilità. In un’intervista a Repubblica, il titolare del dicastero ribadisce che la sicurezza delle cure rappresenta una priorità assoluta a tutti i livelli del Servizio sanitario nazionale – dal ministero alle Regioni, fino alle aziende ospedaliere – con l’obiettivo di garantire a ogni paziente la migliore assistenza possibile riducendo al minimo il rischio di danni alla salute. Proprio in questa direzione,il ministero ha disposto l’invio degli ispettori e sta già esercitando i propri poteri di controllo. Le verifiche, condotte in collaborazione con il Centro nazionale trapianti, riguarderanno le strutture coinvolte a Bolzano e a Napoli e saranno finalizzate a ricostruire l’intera catena delle procedure: dal prelievo dell’organo alla conservazione, dal trasporto fino all’intervento chirurgico. Si tratta di attività regolate da protocolli particolarmente stringenti, aggiornati di recente con un accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni lo scorso luglio, rispetto ai quali sarà necessario accertare se vi siano state irregolarità o carenze operative.
Schillaci sottolinea la complessità e la delicatezza del caso e ha invitato alla massima prudenza nelle valutazioni e ricordato che i tempi degli accertamenti devono essere adeguati alla gravità della situazione. Allo stesso tempo evidenzia come, in ambito medico, il rischio zero non esista, soprattutto in procedure ad altissima complessità come i trapianti d’organo. Interventi che oggi appaiono più frequenti rispetto al passato grazie ai progressi della medicina e alla competenza dei professionisti coinvolti, ma che continuano a comportare margini di rischio che non possono essere del tutto eliminati.



