0

Il Papa e l’appello della tregua olimpica: “Segni concreti di pace durante i Giochi”

Dopo l’Angelus Leone XIV chiede gesti di dialogo in vista di Milano-Cortina, esprime preoccupazione per Cuba e Stati Uniti e ricorda le vittime dei conflitti e delle calamità
lunedì, 2 Febbraio 2026
3 minuti di lettura

Una tregua olimpica durante i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, in programma da venerdì prossimo. È l’appello lanciato ieri da Leone XIV dopo l’Angelus domenicale da piazza San Pietro. Una vera e propria invocazione, questa del Papa, rivolta a tutti coloro che hanno responsabilità politiche e ai quali ha chiesto di compiere gesti concreti di distensione e di dialogo. Un’invocazione indirizzata soprattutto verso coloro che sono protagonisti (chiaramente in negativo) in scenari di guerra da tempo sotto tensione, dall’Ucraina al Medioriente. Una richiesta che, per il Pontefice, deve essere accolta anche per via del fatto che le grandi manifestazioni sportive sono un messaggio di fratellanza e contribuiscono a mantenere viva la speranza di pace nel mondo. Il Vescovo di Roma sempre dal Palazzo Apostolico ha anche manifestato “grande preoccupazione” per l’aumento delle tensioni tra Cuba e Stati Uniti, due Paesi definiti “vicini”. Prevost si è unito all’appello dei vescovi cubani e ha invitato i responsabili a promuovere un dialogo sincero ed efficace per evitare la violenza e azioni che possano accrescere le sofferenze della popolazione cubana.
Il Santo Padre ha poi rivolto un pensiero a quanti soffrono a causa delle tempeste che nei giorni scorsi hanno colpito il Portogallo e l’Italia meridionale per poi richiamare l’attenzione sulle conseguenze degli eventi atmosferici che hanno interessato le due aree. Ha quindi assicurato la propria preghiera per le vittime della frana avvenuta in una miniera nel Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo.
Il Papa ha anche ricordato che ieri ricorreva la ‘Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo’ e non poteva che far presente che questa celebrazione resta più che attuale alla luce delle continue vittime civili causate da azioni armate in violazione del diritto e della morale. Morti e feriti che secondo Leone XIV saranno onorati quando si porrà fine a tali ingiustizie.

La “legge nuova” delle Beatitudini

L’Angelus è stato invece dedicato a una meditazione del Papa sul Vangelo delle Beatitudini che rappresentano la “legge nuova” annunciata da Cristo, una legge scritta nei cuori e capace di rinnovare la vita anche quando, agli occhi del mondo, appare segnata da fallimento e sofferenza. Prevost ha sottolineato che solo Dio può chiamare davvero beati i poveri, gli afflitti, coloro che cercano la giustizia e la pace, perché è Lui il bene supremo che si dona e il giudice giusto che opera la pace. Nella visione cristiana, ha spiegato, la gioia dei miti, dei misericordiosi e dei puri di cuore trova compimento in Dio, che resta fonte di riscatto nella persecuzione e di verità nella menzogna. Papa Leone XIV ha evidenziato come le Beatitudini appaiano un paradosso solo a chi ha un’immagine distorta di Dio, fondata sul potere o sulla ricchezza. Gesù, al contrario, rivela un Dio che salva gli oppressi e illumina la storia non secondo la logica dei vincitori, ma attraverso l’amore del Padre. In questo senso, ha messo in guardia da una felicità ridotta a possesso o successo, ricordando che la vera speranza è donata soprattutto a chi il mondo considera scartato.
Alla fine dell’Angelus il Pontefice ha invitato i fedeli a interrogarsi sul significato della felicità: se sia una conquista individuale o un dono da condividere, se poggi su beni destinati a consumarsi o su relazioni che accompagnano la vita. Affidando la riflessione all’intercessione della Vergine Maria, ha concluso richiamando il rovesciamento evangelico che innalza gli umili e disperde i superbi.

Supporto al ministero petrino

Sempre ieri, ma prima dell’Angelus, nella Sala Clementina c’è stato il saluto ai Gentiluomini di Sua Santità, agli Addetti di Anticamera e ai Sediari Pontifici. L’occasione per esprimere gratitudine e incoraggiamento per il servizio svolto quotidianamente a supporto del ministero petrino. Il Papa ha ringraziato in particolare il Reggente della Prefettura della Casa Pontificia, Leonardo Sapienza, e il Vice-reggente padre Edward Daleng, per il coordinamento delle attività e per lo spirito di fedeltà al Pontefice che caratterizza l’impegno dei presenti. Un servizio che, ha ricordato, accompagna la sua missione apostolica nelle visite di Stato, nelle udienze e negli incontri più solenni come in quelli di carattere familiare. Leone XIV ha sintetizzato il valore del loro lavoro in tre verbi: disporre, accogliere e salutare. Ha evidenziato come la qualità degli incontri inizi dalla cura dei preparativi e degli ambienti, ricchi di storia e arte, e prosegua nei gesti di accoglienza e di commiato, improntati a sobrietà e attenzione verso ogni persona, senza distinzione di ruolo o provenienza.
Prevost ha richiamato anche il significato del protocollo pontificio, definito come espressione di una bellezza sobria che si riflette nei gesti quotidiani. Ai presenti ha chiesto di testimoniare i valori ricevuti dalla tradizione attraverso una vita coerente, ricordando che il servizio d’onore richiede non solo competenza e deontologia professionale, ma anche una fede solida e uno stile spirituale segnato dalla devozione alla Chiesa e al Papa.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Una guerra mondiale a pezzi”: l’allarme di Leone XIV ad Ankara

Il primo viaggio apostolico di Leone XIV si è aperto…

“Uguali per Costituzione”. Ma con tante difficoltà

Non spera e nemmeno auspica, Ernesto Maria Ruffini ha fede. Da servitore…