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Anche l’America corre ai ripari per contrastare obesità e malattie croniche, incluse quelle di età pediatrica

sabato, 31 Gennaio 2026
3 minuti di lettura

Il problema dell’obesità e delle numerose conseguenze che ne derivano sulla salute delle persone di ogni età, è presente anche negli Stati Uniti. Lo si legge dalle recenti nuove linee guida – aggiornate con cadenza quinquennale – le quali danno vita alla nuova piramide alimentare statunitense, così come indicate dagli Organi competenti presso il Segretariato della Salute e dell’Agricoltura.

Riforma dell’approvvigionamento alimentare nazionale statunitense

Per prevenire l’elevata prevalenza dell’obesità e delle conseguenti malattie croniche dipendenti dall’alimentazione nella popolazione degli Stati Uniti, le Istituzioni intervengono – prioritariamente – con la riforma dell’approvvigionamento alimentare nazionale. La percentuale delle persone obese sembra alquanto elevata, intorno al 40% e comprende adulti, adolescenti e bambini. Le altre patologie conseguenti sono il diabete e malattie cardiovascolari, prima causa di mortalità. In Italia, con percentuali molto più basse, è presente analogo problema e lo dimostra il recente ricorso ad una specifica disposizione di legge, la n. 149 dell’ottobre 2025.

Alimenti e bevande sotto accusa

Al primo posto, sotto accusa, sono indicati gli alimenti altamente processati e le bevande zuccherate proprio per l’eccesso di zuccheri aggiunti. Non a caso le attuali linee guida sono molto esplicite verso le industrie alimentari nel sensibilizzarle al vero concetto di cibo sano, anche avvalendosi dei mezzi di comunicazione nutrizionale, non prive di reazioni critiche. Le linee guida richiamano espressamente la centralità dei pasti quotidiani, privi di zuccheri aggiunti e di alimenti proteici che non siano fonti di grasso, favorendo, nell’arco della giornata il consumo di verdura e frutta. Si consigliano, in particolare, cereali integrali mentre è rivolto l’invito a limitare il più possibile il consumo di cibi altamente processati, specie quelli ricchi di zuccheri aggiunti e sodio, come snack confezionati, dolci e bevande aromatizzate. Anche per l’alcol si consiglia un approccio prudenziale per migliori esiti di salute, fatta salva l’astensione ritenuta appropriata per alcuni specifici gruppi di popolazione.

La piramide alimentare italiana

Dalle significative percentuali di obesità infantile, di giovani e di adulti e delle altre malattie conseguenti, quali il diabete e le problematiche cardiologiche, non sembra che la dieta mediterranea o la sana cucina italiana , entrambe riconosciute Patrimonio Immateriale mondiale dell’UNESCO, siano tanto osservate. La dimostrazione è nella recente necessità sentita dal nostro legislatore di varare la legge 3 ottobre 2025, n. 149, avente per oggetto “Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità” coinvolgendo strutture pubbliche e responsabilizzando persino i genitori nella scelta di una alimentazione equilibrata, in un corretto stile di vita e nel favorire la pratica dell’attività fisica. In tali norme è prevista persino “la lotta contro la sedentarietà,…”, un termine che lascia molto spazio all’immaginazione.

Conclusioni – Osservazioni – Proposte

La pubblicità è universalmente conosciuta e definita come ‘l’anima del commercio’. Essa è, indubbiamente, il metodo per far conoscere al pubblico beni e servizi e loro qualità e finalità. Per i prodotti alimentari che incidono sulla vita e sulla salute delle persone il concetto di pubblicità si amplia e impone trasparenza sulla qualità e quantità degli ingredienti e metodi di lavorazione, sinteticamente esposti sulle singole confezioni in vendita. Le linee guida alimentari statunitensi mirano, infatti, al principio che non venga trascurata la catena dell’approvvigionamento alimentare nel sensibilizzarne e, ove opportuno, obbligare le industrie alimentari, dolciarie e quelle di produzione di bevande zuccherate, ad attenersi a regole più restrittive sull’utilizzo di ingredienti non necessari e che possano nuocere alla salute, creando dipendenza.

Sarebbe opportuno, anche in Italia, a fianco agli organismi previsti dalle recente legge n.149/2025, avvalersi di altri organismi universitari o parimenti di esperti, quali la Professoressa Mariateresa Russo, docente di Chimica degli Alimenti presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea, Prorettrice ai grandi progetti e infrastrutture di ricerca nonché coordinatore scientifico della infrastruttura di ricerca Diaita – Mediterranean Lifestyle, che sposa i presupposti della ‘Dieta Mediterranea’, ‘non solo regime alimentare, ma un modello culturale e di vita sostenibile, basato su cibi freschi, locali e stagionali’.

Dal 2024 la professoressa Russo è Presidente della Società Italiana di Chimica degli Alimenti (ItaCkemFood), società scientifica i cui soci sono professori, ricercatori, tecnologici afferenti al Settore Scientifico Disciplinari, ‘con temi legati al cibo, all’alimentazione e ai sistemi produttivi intorno a cui si gioca una parte importante del futuro dell’umanità per il ruolo strategico che assumono le scelte alimentari del consumatore nel suo obiettivo incentrato sull’ossessione del “mangiar sano” e influenzato fortemente dai media e, soprattutto, dai social media diventando, spesso, ostaggio di preoccupante disinformazione’.

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