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A fine dicembre contratti in vigore per il 57,8% dei lavoratori, retribuzioni in crescita del 3,1% nel 2025

giovedì, 29 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

48 contratti collettivi nazionali che interessano circa 7,6 milioni di lavoratori, pari al 57,8% del totale dei dipendenti. Un dato, questo, che emerge dai dati diffusi dall’Istat in merito alla situazione della contrattazione collettiva e dell’andamento delle retribuzioni nel 2025. La quota complessiva è il risultato di una copertura pari al 73,8% nel settore privato e pari a zero nella pubblica amministrazione, dove tutti i contratti risultano scaduti. Nel dettaglio, la copertura nel settore privato è totale in agricoltura (100%), si ferma al 47,2% nell’industria e raggiunge il 94,3% nei servizi privati.
Entrando ancora di più nello specifico, nel corso del quarto trimestre 2025 sono stati recepiti nove contratti collettivi e nessun contratto è giunto a scadenza. Nonostante ciò, a fine dicembre i contratti in attesa di rinnovo restano 27 e coinvolgono complessivamente circa 5,5 milioni di dipendenti. Di questi, 2,7 milioni appartengono al settore privato, interessati da 12 contratti scaduti, mentre 2,8 milioni sono impiegati nella pubblica amministrazione, dove risultano scaduti 15 contratti.

Tempo media di attesa per il rinnovo

Il tempo medio di attesa per il rinnovo contrattuale dei lavoratori con contratto scaduto si è ridotto nel corso dell’anno: dai 19,7 mesi registrati a gennaio 2025 si è passati ai 18,9 mesi di dicembre 2025. Sul fronte delle retribuzioni, nella media del 2025 l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è cresciuto del 3,1% rispetto all’anno precedente. Nel settore privato l’aumento è stato del 3,2%, trainato dall’agricoltura, che registra una crescita del 5,0%, dall’industria con un +3,4% e, in misura più contenuta, dai servizi privati con un +3,0%.
Per la pubblica amministrazione l’incremento medio annuo delle retribuzioni contrattuali orarie si ferma invece al +2,7%.

Retribuzioni contrattuali orarie

Nel solo mese di dicembre l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie ha registrato un aumento dello 0,2% rispetto a novembre 2025 e del 2,9% rispetto a dicembre 2024. Analizzando i dati tendenziali per comparto gli incrementi più elevati riguardano i ministeri, con un aumento del 7,2%, seguiti dalle forze armate con il 6,9% e dai vigili del fuoco con il 6,8%. Non si registrano invece variazioni per le farmacie private e per il settore delle telecomunicazioni.

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